Catturato Gianni, il lupo “confidente” che da mesi si aggirava nel Cremonese: dove sarà portato?

Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026, una task force guidata dalla Polizia Provinciale di Cremona ha portato a termine la cattura del lupo ribattezzato Gianni, un esemplare che da mesi si aggirava abitualmente tra i comuni di Gadesco Pieve Delmona e Persico Dosimo. L’operazione di precisione è stata resa possibile dall’impiego di un drone con telecamera termica, che ha guidato una squadra composta da un medico veterinario anestesista, un esperto naturalista e un tecnico faunistico.

@Polizia Provinciale di Cremona

Il blitz, eseguito sotto il diretto coordinamento operativo di Regione Lombardia, ISPRA ed ERSAF, si è concluso con l’addormentamento controllato del grande canide mediante un dardo narcotizzante, ponendo fine alle sue incursioni notturne tra centri urbani, strade pubbliche e insediamenti industriali.

Dagli avvistamenti alla familiarità: il nodo del lupo “confidente”

Le prime segnalazioni sulla presenza dell’animale risalivano allo scorso febbraio, quando il predatore era stato immortalato nell’area industriale di Gadesco Pieve Delmona. Col passare dei mesi, l’animale ha progressivamente perso la sua naturale diffidenza verso l’essere umano, spingendosi a ridosso delle abitazioni private e arrivando persino a lasciarsi avvicinare a breve distanza.

Un processo di condizionamento favorito dal comportamento scorretto di alcuni residenti, i quali, ignorando i divieti istituzionali, hanno iniziato a somministrargli regolarmente cibo facile e scarti di plastica e rifiuti. La situazione ha toccato il punto di non ritorno nelle ultime settimane a Persico Dosimo, quando un abitante del posto è arrivato a far entrare l’animale nel proprio giardino recintato pur di trattenuto e avvisare le forze dell’ordine, dimostrando l’annullamento della distanza di sicurezza.

Gli esami genetici e le proteste della comunità locale

Attualmente l’animale si trova sotto la custodia degli esperti per essere sottoposto a campionamenti biologici e dettagliati esami sul DNA. Questi test scientifici permetteranno di definirne l’esatta identità genetica e tracciare la popolazione d’origine prima di procedere al suo trasferimento definitivo in un habitat selvaggio idoneo, nettamente distante dai centri abitati.

Tuttavia l’intervento della Polizia Provinciale di Cremona ha scatenato un’ondata di polemiche e proteste sui canali social. Per gran parte della popolazione locale, infatti, Gianni non rappresentava un pericolo ma una presenza familiare a cui molti si erano affezionati. Gli zoologi hanno però ribadito la necessità della cattura: la crescente audacia dell’animale e l’associazione tra la figura umana e il cibo avrebbero potuto causare incidenti gravi o mordere le persone, scenari che avrebbero potuto portare al suo abbattimento.

Leggi tutto