Il comune di Celle San Vito (FG), il più piccolo di tutta la Puglia, vuole insegnare ai turisti il francoprovenzale, una varietà linguistica dei Monti Dauni parlata solo in quel piccolissimo centro e nel vicino Faeto. L’iniziativa è del gruppo che si occupa dello sportello linguistico della zona.
Il francoprovenzale
Come spiega l’associazione Associazione Chambra d’Oc, che si occupa di tutelare le minoranze linguistiche storiche come l’occitano e il francoprovenzale, quest’ultima appartiene, con il francese (lingua d’oil) e l’occitano (lingua d’oc), al gruppo delle lingue galloromanze, a loro volta sottogruppo delle lingue romanze di derivazione latina.
Le popolazioni alpine che lo parlavano non avevano però alcuna consapevolezza che i loro dialetti, i loro “patois” potessero avere dignità di lingua – scrive l’associazione – La gente delle valli chiamava l’idioma familiare semplicemente “parlà a nosta mòda” o “parlà da nous-aouti”
Nato dalla sovrapposizione del latino alla lingua parlata dalle popolazioni che subirono l’occupazione dei Romani, il francoprovenzale è stato riconosciuto ufficialmente come lingua minoritaria con la legge 482/1999 ‘Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche’.
Non è di certo questa l’unica minoranza linguistica nel mondo e, come altre, rischia l’estinzione. Molte di loro, infatti, appartengono a comunità indigene o minoranze storicamente marginalizzate, e in numerosi casi, la loro scomparsa è legata a fenomeni di assimilazione culturale, discriminazione o perdita dei diritti fondamentali come spiega in un articolo del Guardian Sophia Smith Galer, giornalista e autrice di How to Kill a Language.
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Celle San Vito
Celle San Vito è il più piccolo Borgo di Puglia, la cui origine è legata all’esistenza nell’XI secolo del Monastero di San Nicola, lungo la Via Francigena, alle pendici del Monte San Vito.
Tuttavia, il borgo fu fondato nella seconda metà del XIII secolo da colonia franco-provenzale nel vicino casale fortificato di Crepacore (oggi non più esistente), per volere di Carlo D’Angiò che vide lì una posizione più sicura.
Celle costituisce tutt’oggi con la vicina Faeto l’unica isola franco-provenzale del Sud Italia.
Insegnare il francoprovenzale ai turisti, l’iniziativa
Nella provincia di Foggia è attivo lo Sportello Linguistico Provinciale, un servizio istituito dall’Amministrazione grazie ai finanziamenti ottenuti dal Dipartimento per gli Affari Regionali ai sensi della Legge n. 482 del 15/12/1999 per tutelare le minoranze linguistiche presenti in Capitanata (francoprovenzale ed arbreshe).
Lo sportello offre servizi di informazione ed orientamento ai cittadini di lingua minoritaria per favorirne l’accesso alle strutture, alle opportunità ed ai servizi della Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di tutelare il diritto di tali minoranze alla salvaguardia del loro patrimonio linguistico e culturale.
Ma ora c’è di più: il comune intende anche insegnare questa lingua ai turisti, ritenendo il francoprovenzale un attrattore turistico per Celle San Vito.
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La nostra lingua è molto importante – spiega all’ANSA la sindaca Palma Maria Giannini – È la nostra identità, è la dimostrazione delle nostre radici. Siamo orgogliosi di portarla avanti e ci stiamo impegnando anche per essere conosciuti attraverso la nostra lingua
Il comune sta preparando anche una seconda edizione del vocabolario, che introduce nuovi termini, che non rientrano tra quelle menzionate nella prima stesura e che rivede soprattutto la parte dedicata al suono di alcune parole.
Ogni qualvolta incontriamo un turista o chi per curiosità giunge nel nostro borgo, ci rendiamo conto che la nostra lingua attrae parecchio
riferisce Virginia Carosielli, tra le addette allo sportello linguistico
Il vocabolario potrebbe essere pronto già la prossima estate, ma intanto i turisti possono essere coinvolti nelle numerose iniziative culturali legate alla lingua.
Fonti: foggiareporter/Instagram / Tele Foggia/Youtube / Ansa
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