Ciclone bomba si sta dirigendo verso l’Europa: previsti venti fino a 150 km/h e onde oltre i 10 metri

A ovest dell’Irlanda una depressione atlantica sta perdendo pressione a una velocità tale da rientrare nella cosiddetta ciclogenesi esplosiva. Alle 18.00 di oggi, 29 settembre 2026, il Met Office prevede un minimo di circa 964 hPa vicino a Rockall. Gli effetti sono molto meno astratti: vento forte, mare grosso e pioggia tra Irlanda e Regno Unito, prima che il sistema risalga verso l’Islanda.

Anche l’IPMA, il servizio meteorologico portoghese, segnala per oggi una ciclogenesi esplosiva a ovest dell’Irlanda. È il fenomeno che nei titoli viene spesso chiamato “ciclone bomba” o bombogenesi: secondo il Met Office, si parla convenzionalmente di sviluppo esplosivo quando la pressione centrale di una depressione alle medie latitudini scende di circa 24 hPa in 24 ore. Il nome è spettacolare, la dinamica meteorologica è molto precisa.

L’Irlanda prende per prima vento e pioggia

Il peggioramento è già entrato nei bollettini irlandesi. Met Éireann ha emesso allerte gialle per venti forti e rafficati in diverse contee occidentali e meridionali e per piogge intense su Cork, Kerry e Waterford.

Tra gli effetti possibili vengono indicati difficoltà negli spostamenti, caduta di rami e alberi, allagamenti localizzati e problemi lungo le coste, dove vento, onde e alte maree possono sommarsi. Il mare, da parte sua, farà poco per passare inosservato: nelle previsioni marine di Met Éireann compaiono venti fino a forza 8 e localmente forza 9, con un moto ondoso importante.

Il fronte attraverserà rapidamente l’Irlanda tra il pomeriggio e la sera. Qui il passaggio dovrebbe essere relativamente veloce; più a nord, invece, la depressione continuerà ad approfondirsi.

Sul Regno Unito grandi onde e raffiche soprattutto a ovest

Tra la sera di martedì e mercoledì il fronte raggiungerà anche il Regno Unito. Il Met Office prevede circa 10 millimetri di pioggia su molte zone, con accumuli che sui rilievi occidentali più esposti potranno superare localmente i 40 millimetri.

Il vento potrebbe oltrepassare le 50 miglia orarie, circa 80 km/h, soprattutto sulle coste del nord-ovest. Sono previste anche grandi onde lungo i litorali occidentali, proprio mentre le maree astronomiche sono elevate.

Numeri già abbastanza concreti senza bisogno di portare i 150 km/h fin sopra i tetti britannici. Raffiche superiori a quella soglia compaiono infatti nelle simulazioni soprattutto vicino al cuore della depressione, in pieno Atlantico.

Lo stesso bollettino marittimo britannico mostra quanto sia larga la circolazione del sistema: gli avvisi di burrasca interessano una fascia che comprende Rockall, Hebrides, Bailey, Fair Isle, Faroe e il settore sud-orientale islandese.

E le onde di 12 metri?

I modelli meteorologici spingono il moto ondoso fino a valori dell’ordine dei 10-12 metri nell’Atlantico a ovest di Irlanda e Scozia, insieme alle raffiche superiori ai 150 km/h vicino al nucleo della depressione.

Qui però bisogna tenere insieme numero e luogo. Si tratta soprattutto di condizioni previste in mare aperto nelle aree più vicine al centro del vortice. I bollettini operativi per le coste parlano al momento di vento molto forte, burrasca e grandi onde, con valori inferiori rispetto ai massimi che compaiono sulle mappe modellistiche. La differenza sembra poca solo sulla carta. Tra 80 e 150 km/h ci passa praticamente un altro vento.

Poi il sistema risale verso l’Islanda

Tra mercoledì e giovedì la depressione continuerà verso nord e saranno soprattutto le regioni meridionali e orientali dell’Islanda a ricevere grandi quantità di umidità. L’Icelandic Meteorological Office prevede venti orientali e sud-orientali tra 10 e 18 metri al secondo e precipitazioni considerevoli o forti nel sud e nel sud-ovest. Mercoledì la parte più piovosa del sistema dovrebbe spostarsi verso il sud-est e i fiordi orientali; giovedì i venti sud-orientali potranno arrivare a 15-23 metri al secondo.

Verso l’Islanda il sistema trascinerà anche una lunga fascia di aria molto umida, una configurazione che può assumere le caratteristiche di quello che in meteorologia viene definito un fiume atmosferico.

Alcune simulazioni arrivano a stimare accumuli locali nell’ordine dei 250-300 millimetri sui rilievi meridionali islandesi. Il servizio meteorologico nazionale, però, al momento parla di precipitazioni “considerevoli” o “forti” senza confermare quei quantitativi. I 250-300 millimetri restano quindi una proiezione dei modelli, non un accumulo già scritto sui pluviometri islandesi.

La depressione sarà comunque molto profonda e coinvolgerà per diversi giorni una fascia enorme del Nord Atlantico. Irlanda, Regno Unito e poi Islanda ne sentiranno gli effetti più diretti. I 150 km/h di vento e le onde di 12 metri appartengono invece, per ora, alle zone oceaniche più esposte e alle proiezioni più intense.

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