Tapis roulant, steroidi e catene per addestrare i cani ai combattimenti clandestini: 24 Pitbull sequestrati

Un anello criminale spietato che sfrutta gli animali come merce di scambio è stato duramente colpito da una vasta operazione condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, con i sostituti procuratori Domenico Galli e Sara Faina. Lo scorso 15 ottobre, in seguito a un’indagine avviata nel 2025, le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni e sequestri in 5 province italiane, tra cui Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti, portando alla luce un presunto circuito di combattimenti clandestini tra cani.

La rete internazionale di combattimenti e il blitz dei Carabinieri

L’inchiesta ha coinvolto 12 persone e ha tracciato collegamenti diretti con la Serbia, da cui provenivano esemplari importati illecitamente tramite passaporti esteri. All’interno dei luoghi ispezionati sono stati rinvenuti strumenti di costrizione e allenamento forzato come tapis roulant, catene pesanti, collari con tasche per pesi, farmaci steroidei, agende di programmazione e un vero e proprio ring in legno e tappeto sintetico.

Una notizia che arriva a poco più di un mese di distanza da quella di Gela, in provincia di Caltanissetta, dove sono stati sequestrati altri 13 pitbull e denunciate 6 persone. Complessivamente, il bilancio di questi giorni tocca l’agghiacciante quota 37 cani sottratti a un business illecito stimato dal rapporto zoomafia della Lav in 75 milioni di euro annui.

La mobilitazione delle associazioni e il difficile recupero comportamentale

Di fronte a questa barbarie, la risposta delle organizzazioni di tutela non si è fatta attendere. Giusy D’Angelo, presidente nazionale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, ha annunciato la presentazione di una denuncia formale per accertare le responsabilità e difendere i diritti degli animali. L’Enpa porta avanti da anni il progetto Mai più Ring, mirato alla riabilitazione dei cani ex combattenti. Nel frattempo, la Fondazione Cave Canem ha assunto la custodia giudiziaria dei 24 pitbull sequestrati nel Parmense, garantendo loro un ambiente protetto e percorsi mirati.

La riabilitazione di questi animali richiede tempo, pazienza e una profonda competenza clinica ed etologica. I cani presentavano condizioni psicofisiche gravemente compromesse, segnati da un passato di privazioni in cui attendevano solo il prossimo scontro. Accanto a lui, l’avvocata Federica Faiella e la legale Dina Cavalli seguono gli aspetti giuridici, mentre lo Stato ha previsto un fondo di 1 milione di euro in attuazione della Legge di Bilancio 2026 per sostenere le spese di cura e custodia. Sottrarre le vittime alla violenza rappresenta soltanto il primo passo verso una nuova e dignitosa prospettiva di vita.

Fonte: ENPA / Fondazione Cave Canem

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