Come recuperare i codici PIN e PUK della CIE per usarla al posto dello SPID

Due codici da otto cifre, spediti a metà, che decidono se la tua Carta d’Identità Elettronica funzioni o debba restare un pezzo di plastica inutilizzabile. È la trappola in cui cadono in tanti, quando scopriamo di aver smarrito PIN e PUK proprio nel momento in cui servono, magari per accedere al sito dell’INPS, oppure in quello dell’Agenzia delle Entrate. Con lo Spid che sta progressivamente diventando a pagamento, la CIE si sta imponendo come alternativa gratuita per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. Ma per usarla davvero servono, per l’appunto, i due codici di cui sopra.

Cosa sono PIN e PUK e perché servono

Il Ministero dell’Interno spiega sul portale ufficiale della CIE che PIN e PUK funzionano più o meno come i corrispettivi legati alla SIM del telefono: il PIN abilita l’accesso ai servizi digitali online, il PUK entra in gioco quando il PIN viene bloccato (succede dopo tre tentativi sbagliati consecutivi) e permette di impostarne uno nuovo. Entrambi i codici sono composti da otto cifre e vengono consegnati in due tranche, non tutte insieme. Le prime quattro cifre arrivano al momento della richiesta, stampate sulla ricevuta che l’operatore comunale consegna allo sportello, le altre quattro viaggiano invece via posta, insieme alla lettera che accompagna la carta quando questa arriva a casa.

Se hai perso il PIN

La situazione più semplice è quella di chi ha ancora il PUK. Basta aprire l’app CieID, disponibile sugli store per smartphone, ed entrare nella sezione “Sblocca carta” (talvolta raggiungibile da “Gestione carta”). Una volta inserito il PUK per intero, l’app permette di impostare un nuovo PIN.

Se hai perso anche il PUK

In questo caso la procedura richiede qualche giorno in più. Chiunque abbia fornito al Comune o al Consolato, al momento della richiesta della CIE, un numero di cellulare o un indirizzo email può usare la funzione “Recupero PUK” nel menu dell’app CieID: serve uno smartphone con lettore NFC, il numero di serie stampato sulla carta (quello che inizia con CA) e i contatti indicati in fase di rilascio. Completata la richiesta, il Ministero dell’Interno indica che dopo 48 ore arriva un SMS o una mail con il link per concludere la procedura e visualizzare il nuovo PUK, da usare subito dopo per impostare anche un nuovo PIN. Al contrario, in caso di mancata comunicazione dei contatti presso il proprio Comune, o se non si riuscisse a ricordarli, non si potrebbe sbrigare la pratica da casa. L’unica strada resta presentarsi di persona allo sportello anagrafe, con un documento d’identità valido, per chiedere la ristampa dei codici e l’aggiornamento dei propri recapiti, così da poter usare in futuro la procedura digitale.

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