Il Tribunale di Roma ha scritto un capitolo fondamentale, seppur parziale, su una delle vicende di cronaca animalista più drammatiche della Capitale. Norma Autiero, nota alle cronache come l’accumulatrice seriale di gatti attiva nel quartiere Appio-San Giovanni e San Giovanni, è stata condannata a 5 mesi di reclusione per il reato di maltrattamento di animali.
Il procedimento giudiziario, seguito con attenzione costante da cittadini e associazioni, si è concentrato in particolare su tre mici trovati nel giugno 2019 in condizioni igienico-sanitarie disperate e di grave denutrizione durante un sopralluogo decisivo delle forze dell’ordine, che ne dispose l’immediato sequestro per salvarli da ulteriori sofferenze. L’associazione LNDC Animal Protection, attraverso le parole della presidente Piera Rosati, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento penale delle responsabilità, pur evidenziando il forte rammarico per una pena poco incisiva che mal si concilia con la brutalità delle sofferenze inflitte agli animali coinvolti.
Un incubo iniziato anni prima tra raggiri sui social e precedenti giudiziari
La condanna odierna rappresenta l’epilogo giudiziario di un modus operandi criminale e reiterato nel tempo, emerso con forza già a partire dal 2016 tra segnalazioni di miagolii disperati e forti odori segnalati dai residenti. Nel 2017, durante uno sgombero forzato dell’appartamento eseguito dalle guardie zoofile e dalla polizia locale di Roma Capitale, emersero rifiuti di ogni genere e le carcasse di 4 gatti deceduti per stenti.
Nonostante i precedenti, la donna aveva continuato la sua attività illecita utilizzando profili falsi sui social network per intercettare utenti che pubblicavano annunci di cucciolate, fingendosi una professionista amorevole per sottrarre i cuccioli e farli vivere in casa senza acqua né cibo. Per le associazioni animaliste che non hanno mai spento i riflettori sulla vicenda, questa sentenza costituisce un importante riconoscimento legale, ribadendo che il disagio gestionale non può giustificare sevizie e che la tutela dei diritti degli animali deve trovare risposte concrete e severe nelle aule di tribunale.