Alla fine lo ha fatto. Il Presidente Giuseppe Conte in diretta Facebook ha annunciato la necessità di chiudere fabbriche e attività produttive che non siano strettamente necessarie almeno fino al 3 aprile, un provvedimento richiesto a gran voce e atteso da cittadini e Governatori delle Regioni, soprattutto quelle più colpite.
Le dichiarazioni di Conte arrivano a conclusione di una giornata in cui i decessi per coronavirus raggiungono i 4825 (793 solo oggi), ma soprattutto dopo che, nel pomeriggio, il Presidente della Lombardia Attilio Fontana aveva emanato un’ordinanza per fissare regole ancora più stringenti fino al 15 aprile e auspicato un intervento del Governo per sospendere tutte le produzioni che non fanno parte delle filiere essenziali.
“Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo” e ancora “un passo indietro per ripartire poi di slancio“, ha dichiarato il Presidente Conte, facendo appello al senso civico di tutti: “la comunità si deve stringere a protezione della vita” e ha garantito misure straordinarie che consentiranno di rialzarsi quanto prima.
Ma quindi cosa cambia? Rimarranno aperti supermercati, farmacie e servizi postali, bancari e finanziari. Rimarranno chiuse, invece, le fabbriche e le produzioni non indispensabili.
“Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”, conclude il Premier.
In diretta da Palazzo Chigi
Pubblicato da Giuseppe Conte su Sabato 21 marzo 2020
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