Una spaventosa tragedia mineraria ha colpito il Sudan meridionale, dove il crollo della miniera d’oro di Al-Zaraa, situata nei pressi della città di El-Nahud nella regione del Kordofan Occidentale, ha provocato la morte di almeno 60 minatori, mentre numerosi altri dispersi risultano intrappolati sotto le macerie. Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze drammatiche dei sopravvissuti, la catastrofe ha avuto inizio quando i cunicoli e i pozzi estrattivi, scavati in modo estremamente ravvicinato tra loro, hanno iniziato a cedere a causa dell’instabilità strutturale, trascinando le gallerie circostanti in un cedimento a catena.
At least 67 people were killed after an artisanal gold mine collapsed near Al-Nuhud in Sudan’s West Kordofan state, with dozens still feared to be trapped under the rubble as rescue efforts continue using basic tools.https://t.co/MKsUDpDLEi#Sudan #WestKordofan #AlNuhud… pic.twitter.com/g75ywot35j
— Sudan Tribune (@SudanTribune_EN) September 16, 2026
Le operazioni di soccorso, protratte per l’intera notte, si stanno scontrando con enormi difficoltà logistiche: i soccorritori e i minatori superstiti sono costantemente impegnati a scavare utilizzando unicamente gli stessi strumenti rudimentali usati per l’estrazione dell’oro e hanno lanciato un appello disperato per l’arrivo urgente di macchinari pesanti e mezzi meccanici capaci di rimuovere tonnellate di rocce e terreno per raggiungere i corpi e le persone ancora intrappolate nel sottosuolo.
L’oro insanguinato del Sudan tra la guerra civile e la peggiore crisi umanitaria globale
Il tragico incidente avvenuto nel Kordofan Occidentale accende drammaticamente i riflettori sui rischi estremi dell’estrazione artigianale dell’oro in un Paese profondamente lacerato dal conflitto armato scoppiato nell’aprile 2023 tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le paramilitari Forze di supporto rapido (RSF).
In un’economia nazionale devastata dalla guerra e precipitata nel collasso totale, il settore aurifero rappresenta una delle poche fonti di sostentamento rimaste e viene sfruttato da entrambe le fazioni in lotta per finanziare lo sforzo bellico, spingendo migliaia di persone senza lavoro a correre rischi mortali nelle miniere informali e prive di qualsiasi standard di sicurezza. La catastrofe mineraria si inserisce così in un contesto di crisi umanitaria senza precedenti, caratterizzato da quasi 20 milioni di persone alle prese con livelli drammatici di fame e carestia, e da milioni di sfollati interni, confermando come la corsa disperata all’oro si consumi ogni giorno sullo sfondo di una delle peggiori emergenze mondiali registrate dalle Nazioni Unite.