Un crollo improvviso ha trasformato un edificio residenziale in un cumulo di macerie. A Gaza City almeno 12 persone sono morte, fra cui cinque bambini. Siamo di fronte all’ennesima strage in un luogo che sembra già l’inferno sulla Terra.
Secondo la Protezione Civile palestinese e le testimonianze raccolte sul posto da Al Jazeera e altri giornalisti locali, sei famiglie sarebbero rimaste intrappolate sotto i detriti dopo il cedimento della struttura che era stata colpita da un precedente bombardamento israeliano e che era quindi in condizioni precarie.
A damaged residential building sheltering displaced families in Gaza City has collapsed, leaving at least 70 people missing and 11 confirmed dead. Civil Defence says thousands of damaged buildings risk collapse amid severe shelter shortages.
Al Jazeera’s Hind Khoudary reports. pic.twitter.com/BZN6i9isrT
— Al Jazeera English (@AJEnglish) September 16, 2026
Da ore le squadre di soccorso stanno lavorando senza sosta – fra le urla disperate – insieme ai residenti, scavando anche a mani nude, per cercare di raggiungere decine di dispersi (circa 60) che potrebbero essere ancora vivi sotto le macerie. Vari filmati, verificati da Al Jazeera, mostrano i soccorritori mentre estraggono bambini dall’edificio ridotto in briciole e portano in salvo alcuni sopravvissuti.
At least 10 Palestinians are dead and up to 70 more are believed missing after a building collapsed in Gaza City. The building was damaged in a previous Israeli airstrike. pic.twitter.com/Q2dtVLE83a
— Al Jazeera English (@AJEnglish) September 16, 2026
Le operazioni di soccorso rallentate dalla mancanza di mezzi
A Gaza, migliaia di palazzi residenziali, ormai sventrati, sono ipericolanti e rischiano di crollare da un momento all’altro. Gran parte delle famiglie continuano a vivere in strutture semidistrutte o rifugi improvvisati, esposte al pericolo di nuovi cedimenti.
La Protezione Civile palestinese denuncia inoltre una grave carenza di mezzi e attrezzature: senza macchinari adeguati, molte operazioni di soccorso devono essere condotte manualmente, rallentando gli interventi e riducendo le possibilità di raggiungere in tempo le persone intrappolate.