Danni cerebrali e lesioni dopo le corse: chiudono le famose montagne russe X2 in California

Le celebri montagne russe X2 del parco Six Flags Magic Mountain, situate a Valencia poco a nord di Los Angeles, chiudono i battenti per sempre dopo quasi 20 anni di attività. L’annuncio della chiusura definitiva è arrivato dai vertici della struttura per voce del presidente Brian Oerding, dopo che l’attrazione, aperta nel 2008 e capace di accogliere oltre 16 milioni di visitatori con le sue discese vertiginose e i sedili rotanti a 360 gradi fino a 130 chilometri orari, è finita al centro di un ciclone giudiziario.

A scatenare la decisione sono state le denunce drammatiche presentate dalle famiglie di due donne rimaste gravemente ferite a luglio: Pamela Guillen, di 40 anni, ha subito un grave ematoma subdurale e una compressione cerebrale che hanno reso necessario un intervento d’urgenza con la rimozione di parte del cranio, mentre la 25enne Naomi Greer-Wilkinson è entrata in coma per settimane dopo aver perso conoscenza sulla giostra, subendo anch’essa un’operazione al cervello e perdendo la capacità di parlare o respirare autonomamente. A queste vicende si aggiunge la tragica morte del 22enne Christopher Hawley, avvenuta nel 2022 e recentemente chiusa con un accordo legale tra la società e il produttore S&S Worldwide, oltre alla causa intentata dalla 56enne Sheila Katerelos, che sostiene di aver riportato una lesione traumatica nel 2020.

Le motivazioni del parco e l’azione legale dello studio Dordick Law

Di fronte a una scia di drammi e polemiche senza precedenti, la direzione del parco ha deciso di intervenire drasticamente. Il presidente Brian Oerding ha dichiarato che, sebbene la struttura abbia superato numerosi test di sicurezza nel corso degli anni, il ritiro definitivo rappresenta l’unica scelta giusta per tutelare la fiducia dei visitatori e ristabilire la serenità all’interno dell’area di divertimento.

Nel frattempo, la situazione giudiziaria si fa sempre più pesante per la società Six Flags: lo studio legale Dordick Law, che assiste la famiglia di Naomi Greer-Wilkinson, ha confermato di essere stato contattato da oltre 100 persone che lamentano lesioni simili dopo aver affrontato il percorso. Secondo l’avvocato Christopher Bulone, l’architettura e il design dell’attrazione risultano intrinsecamente pericolosi in un modo che nessun passeggero avrebbe mai potuto prevedere. Mentre la società capogruppo sceglie la linea del silenzio sui procedimenti in corso, il parco si prepara ad affrontare un’altra battaglia legale il prossimo anno, ponendo fine all’era di una delle attrazioni più estreme e discusse della California.

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