Diletta Leotta posa sull’Etna in eruzione e scatena le polemiche (ma il vero problema va ben oltre le foto)

La scia di commenti indignati per le immagini condivise da Diletta Leotta sta diventando lunga quanto le colate laviche  che in questi giorni stanno affascinando siciliani e turisti. La polemica è esplosa nelle scorse ore a seguito della pubblicazione di un post sui social in cui la conduttrice televisiva di origini catanesi si mostra con l’eruzione dell’Etna alle spalle.

“Trovo un po da idioti la “posa fashion” come se fossi alla Milano Fashion Week e invece dietro c’hai un fenomeno della natura che si manifesta” fa notare qualcuno. “Ma che senso hanno queste foto? Scusa ma sei ridicola” scrive qualcun altro, mentre un altro utente evidenzia: “non credo sia un grande esempio da dare, fare foto vicino ad un vulcano e la sua colata in atto, e senza gli abiti adatti”.

A primo impatto dalle immagini, Diletta Leotta sembra essere a pochi metri dalla lava, ma si tratta di un effetto ottico della foto, come si può capire meglio dal video fatto col drone. Sicuramente un top e jeans non rientrano fra gli indumenti più indicati per un’escursione sul vulcano, ma Diletta Leotta non è altro che una delle tantissime persone che in questi giorni si stanno riversando sull’Etna per vedere questa spettacolare eruzione dal vivo e portare a casa lo scatto perfetto.

Il problema non sono gli scatti della conduttrice, ma il fatto che il vulcano attivo più grande d’Europa – dove continuano ad aprirsi bocche – si stia trasformando in un luna park, dove spesso ci si dimentica concetti come la prudenza e il rispetto della natura. Da quando è iniziata la recente attività eruttiva, c’è un gran via vai di auto lungo le strade che portano ai rifugi ad alta quota. E in alcuni casi chi parte per vedere l’eruzione lo fa senza porsi domande, senza scarponi e abbigliamento adeguato né torce: una mancanza di preparazione che può mettere in pericolo la vita di chi si avventura ma anche costringere i soccorsi a intervenire.

Giusto un paio di giorni fa due giovani di 20 anni sono stati recuperati sull’Etna dal Soccorso alpino, dopo che avevano perso l’orientamento ed erano finiti in una zona impervia. Un episodio che rende molto più concreta una questione spesso dimenticata davanti alle immagini spettacolari che circolano sui social: un comportamento imprudente non mette necessariamente in difficoltà soltanto chi lo compie, ma può richiedere l’intervento di squadre specializzate chiamate a operare di notte e su terreni difficili.

Il reale problema è il nostro legame con la natura

L’Etna non è un parco tematico e una colata lavica non è un’installazione realizzata per fornire lo sfondo perfetto a una fotografia. È uno dei vulcani più attivi e monitorati del mondo, oltre a rappresentare un ecosistema prezioso e di rara bellezza. L’INGV ricorda che l’attività dell’Etna – che sta causando grandi disagi a chi viaggia in aereo – può interessare tanto i crateri sommitali quanto i suoi fianchi e che il sistema vulcanico è caratterizzato da un’attività estremamente articolata. Il fascino di osservare un’eruzione dal vivo è comprensibile, ma se si vuole vivere un’escursione è il caso di rivolgersi a guide esperte e farlo con consapevolezza e l’attrezzatura giusta. 

Ridurre tutto alla domanda “Diletta Leotta poteva vestirsi diversamente?” rischia quindi di perdere di vista il punto. Quelle fotografie sono diventate virali perché condensano perfettamente il rapporto contemporaneo con gli eventi naturali spettacolari: davanti a qualcosa di eccezionale, il primo impulso è sempre più spesso quello di avvicinarsi, fotografarlo e trasformarlo in contenuto potenzialmente virale.

E l’Etna, con le sue fontane di lava, il cielo illuminato di rosso e le colate visibili nella notte, offre uno scenario irresistibile (che ho la fortuna di ammirare a distanza di sicurezza dal balcone del paese in cui vivo). Non facciamo, però, l’errore di dimenticare che rimane un vulcano attivo – con una serie di rischi da non sottovalutare – che non possiamo trasformare in un semplice set per uno shooting. L’Etna va ammirata, amata, ma soprattutto rispettata e mai sfidata.

 

 

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