Questo dj indigeno fonde musica elettronica e suoni dell’Amazzonia per dare voce ai popoli nativi (e denunciare il “massacro acustico”)

Improvvisare sul palco di un evento globale per far risuonare la vera voce della foresta pluviale è il gesto con cui Eric Terena ha conquistato la platea di TEDxAmazônia a Baños, in Ecuador. Originario del popolo Terena nel Mato Grosso e cresciuto tra la riserva di Campo Grande e la città, l’artista trentaduenne ha trasformato la consolle in uno strumento di resistenza politica e culturale.

Il suo percorso inizia a 19 anni nel Movimento Climatico Indigeno e prosegue con la fondazione di Mídia Indígena, una rete di comunicazione creata insieme a Erisvan Guajajara, Edivan Guajajara e Flay Guajajara per contrastare le notizie false sul clima. Attraverso l’uso di campionamenti, Eric Terena cattura il battito della natura e lo fonde con la musica elettronica e l’hip-hop, portando il suo messaggio di protesta in oltre ventisei Paesi.

Il massacro acustico e le tecnologie per la biodiversità

L’avanzata delle industrie estrattive, della deforestazione e degli allevamenti intensivi genera quello che il produttore definisce un vero e proprio massacro acustico. I rumori delle motoseghe e dei macchinari pesanti alterano l’ecosistema, spaventano la fauna selvatica e disturbano i processi di riproduzione degli animali, provocando un deserto sonoro laddove un tempo risuonavano i canti degli sciamani.

Per contrastare questo fenomeno, il sound designer registra le frequenze della giungla con attrezzature bioacustiche e microfoni ad alta sensibilità, monitorando la densità sonora per individuare tempestivamente incendi o intrusioni illegali. L’iniziativa permette anche di preservare i canti sacri e le lingue indigene, minacciate dai continui spostamenti causati dai cambiamenti climatici e dalla mancata demarcazione delle terre ancestrali, attesa in Brasile fin dalla Costituzione del 1988.

La rete open source per la tutela degli artisti nativi

L’impegno dell’artista spazia dalle collaborazioni con musicisti come il rapper kichwa Taki Supay alla colonna sonora del film Yanuni, fino al coinvolgimento di colleghi internazionali come Djuena Tikuna, MC Millaray, Xiuhtezcatl e Supaman. Insieme al collettivo Lanceros Digitales, il DJ sta sviluppando una piattaforma open source, la cui uscita è prevista per febbraio 2027, destinata ad archivi e banche sonore.

L’obiettivo è garantire la fruizione legale delle tracce tradizionali senza intermediazioni da parte delle multinazionali discografiche, restituendo tutti i diritti alle comunità locali dal Canada fino alla Patagonia. Questo progetto si propone di tutelare il patrimonio acustico globale e valorizzare le opere di sciamani e creatori nativi, trasformando l’arte in una forma di sopravvivenza e difesa del territorio.

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