Dopo i rincari Arera, Eni mette il tetto anche sulle bollette di luce e gas (e fa infuriare Enel e A2A)

Dopo il tetto ai prezzi di gasolio e benzina, Eni porta la sua strategia di contenimento dei prezzi anche nelle nostre case. Con Plenitude, la società ha annunciato una nuova offerta per luce e gas con uno sconto del 30% sui corrispettivi rispetto alla principale proposta a prezzo fisso dell’azienda, con la materia prima bloccata per 24 mesi.

Una mossa, quella della “Fixa Time 24 Smart“, che arriva in un momento super delicato per le bollette energetiche: nello stesso momento, infatti, è Arera ad annunciare un aumento del costo dell’elettricità per circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora nel servizio di Maggior Tutela.

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Secondo quanto comunicato da Eni, il risparmio stimato rispetto all’offerta di riferimento sarebbe di circa 100 euro l’anno per il gas e altri 100 euro per l’elettricità. Per chi sottoscrive entrambe le forniture, il vantaggio indicato dalla società arriverebbe quindi a circa 200 euro annui.

L’offerta, disponibile dal 1° al 24 ottobre, può essere scelta sia dai nuovi clienti sia dagli utenti Plenitude già esistenti attraverso un cambio di prodotto.

Cosa succede alle bollette elettriche

L’annuncio di Eni è arrivato nello stesso giorno in cui Arera comunica invece un aumento della tariffa elettrica per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela. Dal primo ottobre il prezzo di riferimento dell’elettricità, comprese le imposte, sarà di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, con un incremento del 37,3% rispetto al trimestre precedente.

L’aumento riguarda circa tre milioni di persone appartenenti alle categorie considerate “vulnerabili”, ovvero gli utenti che hanno mantenuto l’accesso al servizio regolato.

Secondo Arera, la crescita è dovuta principalmente all’aumento dei costi di acquisto dell’elettricità e alle aspettative di prezzi all’ingrosso più elevati. Un andamento che risente ancora delle dinamiche internazionali del mercato del gas naturale, una delle variabili che incidono sulla formazione del prezzo dell’energia elettrica.

La fotografia che emerge è quella di un mercato in cui le aziende energetiche cercano di intercettare consumatori alla ricerca di maggiore stabilità, mentre una gran fetta delle famiglie italiane continua a essere esposta agli aumenti. Secondo gli osservatori, infatti, le offerte a prezzo fisso possono garantire una maggiore prevedibilità della spesa per chi decide di cambiare contratto, ma non eliminano il problema generale dell’aumento dei costi energetici e non riguardano automaticamente tutti gli utenti.

Per questo motivo, al di là della percentuale di sconto comunicata, il confronto resta fondamentale: il prezzo finale dipende dal costo della materia prima, dagli oneri fissi, dai consumi della famiglia e dalle condizioni applicate dal fornitore.

Bruxelles monitora prezzi e concorrenza

Sul fronte dei carburanti e delle iniziative promosse dalle grandi compagnie energetiche, Bruxelles ha annunciato verifiche per valutare eventuali comportamenti anticoncorrenziali e garantire la possibilità di scelta dei consumatori. Il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha inoltre spiegato che sono allo studio possibili interventi sulla disponibilità e sull’accessibilità economica dei carburanti per il trasporto.

Il gruppo europeo di coordinamento sul petrolio ha confermato il 29 settembre che le forniture nell’Unione europea restano al momento stabili, ma i prezzi continuano a essere elevati soprattutto per gasolio e carburante per aerei. Un nuovo aggiornamento è previsto per il 15 ottobre.

Lo sconto Eni conviene davvero? Cosa dicono Enel e A2A

La nuova offerta Plenitude può rappresentare un’opzione interessante per chi sta valutando un cambio di fornitore, ma il dato dello sconto del 30% non è sufficiente, da solo, per stabilire quanto si risparmierà realmente.

Per capire se un’offerta è conveniente bisogna guardare il prezzo effettivo della componente energia, la quota fissa mensile, la durata del contratto e cosa accadrà alla fine del periodo promozionale.

Inoltre, non ci sono dati che permettano di affermare che questa offerta sia in assoluto più vantaggiosa rispetto a tutte le altre disponibili sul mercato: il beneficio reale cambia in base ai consumi e alle caratteristiche di ogni famiglia.

Non è un caso che la nuova iniziativa di Eni non sia passata inosservata tra gli altri grandi operatori energetici. Enel ha contestato il modo in cui è stata presentata la promozione, sostenendo che sul mercato fossero già disponibili offerte con condizioni competitive.

Secondo quanto dichiarato dal gruppo, infatti, da aprile Enel propone un’offerta a prezzo fisso che garantirebbe un risparmio di circa 200 euro annui per famiglia rispetto ai prezzi di riferimento del mercato all’ingrosso, definendola “la più bassa tra gli operatori primari”.

Anche A2A ha rivendicato iniziative già attive: la società ha ricordato di avere dal 2023 un’offerta che consente ai clienti domestici di fissare per 10 anni il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, estesa dal 2025 anche alle piccole e medie imprese.

La polemica nasce quindi non tanto sull’esistenza di offerte più convenienti, quanto sulla comunicazione della nuova iniziativa Eni, presentata dal gruppo come un nuovo intervento a sostegno delle famiglie nell’ambito del progetto “Eni per l’Italia”. Gli altri operatori hanno invece sottolineato come il mercato libero presenti già diverse soluzioni a prezzo fisso o con condizioni di stabilità della spesa.

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