Due dottoresse creano ghiaccioli per alleviare i fastidi durante la chemioterapia

In Brasile una medica oncologa e una nutrizionista hanno trasformato i racconti dei loro pazienti in una linea di ghiaccioli studiata appositamente per chi affronta la chemioterapia. Si chiama Tropovita e ha preso vita a Caxias do Sul, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dalla collaborazione tra la dottoressa Janaína Brollo, la nutrizionista oncologica Gisela Chissini Leoncio e la Tropino Gelateria, guidata da Rachelle Morés.

L’idea è nata ascoltando chi la chemioterapia la vive sulla propria pelle. Diversi pazienti avevano infatti raccontato alle due professioniste di provare nausea anche mangiando i classici ghiaccioli, utilizzati spesso per trovare un po’ di sollievo durante il trattamento. Il problema, riferivano, era soprattutto la presenza di zuccheri e grassi in alcune preparazioni tradizionali.

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Da qui la domanda: si può creare qualcosa di freddo, gradevole e più adatto alle esigenze di chi sta affrontando una terapia oncologica?

Perché il freddo può essere utile durante alcune chemioterapie

Uno degli effetti indesiderati che può comparire nel corso di alcuni trattamenti oncologici è la mucosite orale, un’infiammazione delle mucose della bocca che può provocare arrossamento, ulcere, bruciore e dolore, fino a rendere difficile mangiare, bere o deglutire.

Di fatto, la chemioterapia può causare lesioni simili alle afte nella bocca e nel tratto gastrointestinale. In presenza di nausea e vomito, inoltre, alcuni pazienti tollerano meglio alimenti freddi o a temperatura ambiente, compresi gelati e gelatine, tanto che in alcuni specifici protocolli di chemioterapia viene utilizzata la cosiddetta crioterapia orale: in pratica si raffredda la cavità orale, generalmente con ghiaccio, poco prima e durante la somministrazione del farmaco.

Il principio è relativamente semplice: il freddo provoca una vasocostrizione temporanea, cioè una riduzione del flusso sanguigno nelle mucose della bocca. Con alcuni chemioterapici somministrati rapidamente, questo può diminuire per un breve periodo la quantità di farmaco che raggiunge i tessuti della cavità orale e quindi il rischio di danno alle mucose.

Non significa, però, che mangiare un ghiacciolo sia automaticamente una terapia contro la mucosite. L’utilità della crioterapia varia in base al farmaco utilizzato e al protocollo oncologico e deve quindi essere valutata dall’équipe che segue il paziente.

Sei ghiaccioli sviluppati pensando ai pazienti oncologici

La linea brasiliana comprende sei ricette, costruite combinando frutta e altri ingredienti (senza conservanti, grassi idrogenati, coloranti né aromi artificiali):

  • Abraço Rosa, con fragola, pera, datteri, psillio e semi di lino
  • Energia Roxa, con açaí, succo d’uva, banana, semi di lino, latte di cocco in polvere e datteri
  • Desinflama, con mango, limone, curcuma e zenzero
  • Detox Vita, con limone, cavolo, ananas e datteri
  • Cacau Vita, con proteine del siero del latte, cacao, datteri, noci e latte di cocco in polvere
  • Aconchego, con latte di cocco, banana, avena, mela e cannella

ghiaccioli chemioterapia

Al di là dei nomi commerciali (alcuni dei quali evocano proprietà “detox” o antinfiammatorie che non vanno interpretate come effetti terapeutici dimostrati) la cosa interessante è soprattutto creare un alimento freddo tenendo conto delle difficoltà reali incontrate dalle persone durante le cure.

Non sono medicinali

È importante non trasformare una buona idea in una promessa che la scienza non ha ancora dimostrato. Non risultano al momento studi clinici pubblicati sulla linea Tropovita che dimostrino che questi specifici ghiaccioli prevengano o curino la mucosite. Il progetto va quindi distinto dalla crioterapia orale utilizzata in ambito clinico, per la quale esiste invece una letteratura scientifica e una specifica indicazione in determinati contesti terapeutici.

Anche ingredienti come curcuma, zenzero, açaí o semi di lino non trasformano automaticamente il prodotto in un alimento “terapeutico”. Durante una terapia oncologica, inoltre, dieta, integratori e alimenti particolari vanno sempre essere concordati con medico e nutrizionista, soprattutto quando possono interferire con farmaci o condizioni individuali.

La presentazione ufficiale dei ghiaccioli è prevista per il 3 ottobre 2026, durante la seconda edizione della Corrida Pela Cura, iniziativa organizzata a sostegno dei pazienti oncologici della città.

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