Mentre una parte del mondo guarda al cielo per capire cosa arriverà nei prossimi giorni, nel Pacifico si stanno muovendo due potenti sistemi tropicali contemporaneamente.
L’uragano Polo sta portando piogge torrenziali e rischio di alluvioni lungo la costa occidentale del Messico, mentre l’uragano Nolo si dirige verso le Hawaii, dove sono attese precipitazioni potenzialmente eccezionali e il rischio di inondazioni improvvise.
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Due tempeste diverse, ma accomunate dalla stessa minaccia: grandi quantità di acqua scaricate in poco tempo su territori già vulnerabili.
Uragano Polo: il Messico si prepara a piogge, alluvioni e frane
Lungo la costa occidentale del Messico le autorità hanno iniziato le operazioni di emergenza: sacchi di sabbia davanti alle attività commerciali, evacuazioni nelle zone più esposte e apertura di rifugi per la popolazione. L’uragano Polo, che nelle ultime ore ha oscillato tra categoria 4 e categoria 5 (le due classificazioni più alte della scala degli uragani), ha portato onde molto alte, venti intensi e precipitazioni capaci di provocare allagamenti e frane.
Le aree considerate più a rischio sono soprattutto gli Stati di Guerrero e Michoacán, nel sud-ovest del Messico, territori caratterizzati da una lunga costa fatta di piccoli porti, villaggi di pescatori e località turistiche. A Lázaro Cárdenas, città portuale nello Stato di Michoacán, il mare è già entrato in alcune abitazioni, lasciando per le strade detriti, mobili danneggiati e strati di fango.
Alcuni ristoranti e attività sulla costa hanno subito danni a causa delle onde alte diversi metri:
La paura della popolazione è legata anche alla memoria di eventi recenti. Nel 2023 l’uragano Otis colpì in modo devastante Acapulco, trasformandosi rapidamente in una tempesta estremamente intensa e causando settimane di difficoltà per migliaia di persone.
Nolo verso le Hawaii
Mentre il Messico affronta Polo, un altro uragano si sta rafforzando nel Pacifico centrale. Si tratta di Nolo, che è diventato un uragano giovedì e secondo il National Hurricane Center statunitense potrebbe intensificarsi ulteriormente mentre si avvicina alle Hawaii.
La situazione più delicata riguarda la Big Island, dove i meteorologi prevedono accumuli di pioggia tra 38 e 76 centimetri, con valori anche superiori nelle zone più esposte. Anche Maui potrebbe essere interessata da fenomeni di piena improvvisa e allagamenti pericolosi.
Il problema è che alcune aree delle Hawaii arrivano a questo nuovo evento già provate da altri fenomeni estremi.
Non ho mai visto tre allerte per uragani sulle isole nello stesso anno nei miei 20 anni di esperienza qui, ha spiegato John Bravender del National Weather Service di Honolulu.
Secondo i meteorologi, una delle maggiori preoccupazioni riguarda il fatto che le piogge più intense potrebbero concentrarsi proprio nelle aree della Big Island già colpite da precedenti tempeste.
Quando il terreno è saturo d’acqua, infatti, aumenta il rischio che anche una nuova perturbazione provochi:
- frane
- smottamenti
- strade isolate
- difficoltà nei soccorsi
Le autorità hawaiane hanno invitato i cittadini a preparare kit di emergenza e hanno attivato la Guardia Nazionale. Diverse scuole sono state chiuse in previsione dell’arrivo della tempesta.
Perché il Pacifico è così attivo in questo periodo?
Secondo gli esperti, una delle componenti da considerare è la presenza di El Niño, il fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale. El Niño può modificare la circolazione atmosferica globale: tende spesso a ridurre l’attività degli uragani nell’Atlantico, ma può invece favorire una maggiore attività dei cicloni tropicali nel Pacifico, creando condizioni più favorevoli allo sviluppo delle tempeste.
Questo non significa che ogni uragano sia causato direttamente dal cambiamento climatico, ma gli oceani più caldi possono fornire più energia alle tempeste tropicali e influenzarne intensità e precipitazioni.
Nel Pacifico è presente anche l’uragano Odalys, che però al momento si trova lontano dalle coste, a circa 1.700 chilometri dalla penisola messicana della Bassa California. Nell’Atlantico, invece, si sono formate la tempesta tropicale Fay, vicino alle Azzorre, e la tempesta tropicale Gonzalo, nell’area delle isole di Capo Verde.
Una stagione tropicale particolarmente movimentata che ricorda ancora una volta quanto siano vulnerabili molte comunità costiere davanti a fenomeni meteorologici sempre più estremi.