È morta Emma Bonino, la pasionaria che ha lottato per un mondo più equo e un’Europa più unita

L’instancabile Emma Bonino, che ha vissuto la sua esistenza all’insegna della radicalità, si è spenta a 78 anni. A comunicarlo è Più Europa, il partito che aveva fondato.

“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. – si legge nella nota – Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.”

“Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di
ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. – continua la nota – È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore.”

Negli ultimi giorni Emma Bonino era stata ricoverata a Roma. Il 7 settembre era stata soccorsa nella sua abitazione, nel centro della Capitale, e trasportata in ambulanza in codice rosso all’ospedale Santo Spirito. Non era il primo momento difficile affrontato negli ultimi anni: all’inizio del 2025 era stata ricoverata per un grave problema respiratorio che aveva richiesto anche la terapia intensiva. Dopo essere stata stabilizzata, era stata trasferita al San Filippo Neri e aveva poi fatto ritorno a casa. La sua vita è stata segnata anche dalla lunga battaglia contro un microcitoma polmonare, diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023. Una malattia affrontata, come tante altre sfide della sua esistenza, con coraggio e senza nascondersi mai.

Una vita in lotta per i diritti

Ma ricordare Emma Bonino significa soprattutto ricordare ciò che ha lasciato agli altri. Una donna che ha trasformato le proprie convinzioni in impegno quotidiano. Con i Radicali, in Parlamento, in Europa, come ministra degli Esteri e poi con +Europa, ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti civili, della libertà individuale, della dignità delle persone e della democrazia.

Molte conquiste che oggi sembrano parte del nostro Paese sono state anche il risultato di battaglie portate avanti da lei e da chi, come lei, ha avuto il coraggio di sfidare il consenso del momento. Emma Bonino ha scelto spesso la strada più difficile: quella di parlare quando sarebbe stato più semplice tacere, di difendere chi aveva meno voce, di mettere al centro le persone prima delle appartenenze. Ha conosciuto vittorie e sconfitte, applausi e critiche, ma non ha mai rinunciato al suo modo di fare politica: diretto, appassionato, profondamente umano.

Il nome di Emma Bonino resterà legato soprattutto alle grandi battaglie per i diritti civili. Tra queste, quella per il diritto all’aborto occupa un posto centrale nella storia italiana. Negli anni Settanta fu tra le protagoniste del movimento radicale che portò all’approvazione della legge 194 del 1978, difendendo il principio secondo cui le donne dovessero poter scegliere in modo libero e consapevole sul proprio corpo e sulla propria vita. Una battaglia condotta anche per sottrarre l’interruzione di gravidanza alla clandestinità, che per anni aveva esposto migliaia di donne a rischi e sofferenze.

Ma il suo impegno non si è fermato ai diritti individuali. Emma Bonino ha portato avanti anche una visione più ampia di giustizia sociale e ambientale, sostenendo la necessità di uno sviluppo rispettoso delle risorse del pianeta, della cooperazione internazionale e della tutela delle comunità più vulnerabili, spesso le prime a pagare il prezzo delle crisi ambientali e dei cambiamenti climatici.

Oggi l’Europa intera saluta una donna e una politica che non ha fatto solo la storia, ma ha provato a cambiarla. Emma Bonino ci ha lasciati, ma il segno del suo impegno resta. Nelle libertà conquistate, nelle domande che ha saputo porre al Paese, e nel coraggio di chi continuerà a credere che la politica possa ancora essere un servizio agli altri.

 

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