È uscita nella notte dell’equinozio d’autunno tra il 22 e il 23 settembre, a cavallo dei compleanni di due indimenticabili protagonisti della musica italiana: quello di Ornella Vanoni, nata il 22 settembre, e quello di Gino Paoli, nato il 23 settembre. Una coincidenza dal forte valore simbolico per un brano che racconta proprio il legame profondo tra i due artisti. Si intitola “Quando ti rivedrò” ed è l’ultimo brano inedito del maestro Gino Paoli (scomparso lo scorso 24 marzo), una canzone che avrebbe dovuto essere interpretata insieme a Ornella Vanoni e che oggi assume un significato ancora più intenso dopo la sua morte. L’atteso brano musicale è contenuto nella nuova edizione di “Appunti di un lungo viaggio”, la raccolta di Gino Paoli che torna disponibile dal 25 settembre in versione doppio vinile e CD, oltre che in tutti gli store.
La ristampa fa parte del catalogo Sugar e accoglie anche una nuova veste grafica dedicata alla dimensione artistica di Paoli, che è stato anche un artista visivo prima ancora che musicista.
Una canzone pensata per Ornella Vanoni
“Quando ti rivedrò” prende vita con un’idea precisa: la voce di Ornella Vanoni accanto a quella di Gino Paoli. A raccontarlo è lo stesso maestro in una dedica che accompagna il brano: «Come nasce una canzone? Credo che la domanda che mi è stata rivolta più spesso in quasi 70 anni di carriera sia questa. Così come credo di non aver dato mai la stessa risposta, perché la verità è che una regola non esiste».
Paoli racconta poi che fin dall’inizio aveva immaginato Ornella al suo fianco: «Volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla».
La cantante avrebbe dovuto raggiungerlo nella sua casa di Nervi per incidere la sua parte, ma la sua scomparsa – avvenuta il 25 novembre del 2025 – ha impedito quell’incontro. Una perdita che ha lasciato un vuoto impossibile da colmare: «Nessuno poteva prendere il suo posto». Per questo Paoli ha scelto di affidare quel dialogo mancato alla musica, inserendo nel brano i fiati di Paolo Fresu, tra i più importanti musicisti jazz italiani e grande amico di Ornella Vanoni.
La tromba di Paolo Fresu diventa la voce di Ornella
«Riempire quel vuoto con la tromba di Paolo Fresu mi è sembrata la soluzione migliore», ha spiegato Paoli, aggiungendo con il suo consueto tono ironico: «Secondo me, per una volta, non avrebbe brontolato nemmeno lei».
Il musicista ha inciso la sua parte il 10 dicembre negli studi Fonoprint di Bologna, trasformando la tromba in una sorta di presenza sonora di Ornella: «La mia tromba diviene la voce di Ornella e tutto si ricompone».
“Quando ti rivedrò” si inserisce in una storia artistica e personale tra Gino Paoli e Ornella Vanoni iniziata negli anni Sessanta e diventata una delle collaborazioni più importanti della musica italiana. Tra i brani simbolo del loro rapporto ci sono “Senza fine”, scritta da Paoli nel 1961, e “Che cosa c’è”, composta nel 1964. Un dialogo artistico che è tornato protagonista anche sul palco, prima con lo spettacolo “Insieme” del 1984 e poi con la tournée teatrale del 2004, a distanza di quasi vent’anni.
Un rapporto costruito attraverso canzoni, concerti e incontri, capace di attraversare generazioni diverse. Con “Quando ti rivedrò”, Gino Paoli aggiunge un nuovo capitolo a questa storia: una canzone nata come duetto e diventata un omaggio alla presenza di Ornella, affidata alla memoria della musica.
Il testo di “Quando ti rivedrò”
Quando ti rivedrò
non so come farò
a capire se
ancora c’è
questo filo che
tra di noi
non s’è fermato mai
se c’è in te
ancora la magia
che per me
non si è fermata
Tu che non mi guardi, tu
che non mi ascolti, tu
che non mi parli, tu
che non ti accorgi, tu
che non mi ami, tu
che non è vero
tu gli stessi occhi, tu
la stessa bocca, tu
la stessa voce, tu
le stesse mani, tu
la stessa storia, tu
la stessa anima
Quando ti rivedrò
non ci sarà un perché
tu non capirai
nemmeno io capirò perché
si va via
e ci si trova ancora
tornerà
la strana magia
che tra noi
non è finita ancora
Tu gli stessi occhi, tu
la stessa bocca, tu
la stessa voce, tu
le stesse mani, tu
la stessa storia, tu
la stessa anima
noi gli stessi giorni, noi
le stesse notti, noi
le stesse sere, noi
la stessa storia, noi
lo stesso amore, noi
la stessa vita
E torniamo a ridere
e torniamo a credere
che si può riprendere
dove si è fermato il tempo