Dimentica i prati inglesi, Stonehenge e le montagne verdi, anche in UK si è seccato tutto. Le immagini della siccità sono impressionanti

Un’ondata di caldo eccezionale e l’assenza prolungata di precipitazioni hanno spinto oltre il 50% del territorio inglese in uno stato di grave emergenza idrica. L’annuncio ufficiale è giunto il 29 luglio 2026 dall’Environment Agency, l’ente di tutela ambientale guidato da Helen Wakeham, direttrice del settore idrico e presidente del National Drought Group. L’ente ha confermato che sette aree strategiche – tra cui la East Anglia, l’Hertfordshire con l’intera area di Londra, la Thames Valley, l’Hampshire insieme all’Isola di Wight, il Devon con la Cornovaglia, le West Midlands e il Wessex – sono attualmente colpite da un prosciugamento drammatico delle risorse.

Le cause del fenomeno: dalla pioggia invernale alla siccità lampo

A rendere singolare la situazione è stato il brusco passaggio meteorologico, definito dagli esperti come un vero e proprio colpo di frusta climatico. Dopo un inverno e un inizio d’anno estremamente piovosi, la tarda primavera e i mesi estivi hanno registrato un drastico calo delle piogge. L’innalzamento continuo delle temperature provoca un’evaporazione accelerata dell’umidità dai suoli. Questo processo ha generato una rapida siccità lampo, riducendo le precipitazioni di luglio ad appena il 7% della media storica nazionale, con picchi negativi dell’1% nelle regioni meridionali e temperature record che hanno toccato i 38 gradi Celsius a Lingwood.

Conseguenze sull’agricoltura e restrizioni per i cittadini

Gli effetti negativi del fenomeno si riflettono direttamente sull’ambiente e sulle attività produttive. Oltre il 78% dei fiumi registra portate nettamente inferiori alla norma e il livello di riempimento dei bacini idrici è sceso al 75,3%, con invasi come Wimbleball e Blagdon in condizioni critiche. Paul Tompkins, vicepresidente della National Farmers’ Union, ha richiamato l’attenzione sui rischi concreti per la sicurezza alimentare, evidenziando le difficoltà riscontrate dagli agricoltori nel garantire i raccolti. Per far fronte alla scarsità d’acqua, circa 23 milioni di cittadini inglesi sono stati sottoposti al divieto d’uso delle canne da irrigazione da parte di sette compagnie di gestione idrica, tra cui Thames Water e Southern Water.

Un quadro climatico preoccupante per i prossimi anni

L’attuale crisi rappresenta la terza emergenza idrica registrata negli ultimi cinque anni sul territorio inglese, dopo i precedenti del 2022 e del 2025. I consumi attuali della popolazione superano la capacità naturale di rigenerazione delle falde acquifere. Gli scienziati invitano le istituzioni ad attuare interventi infrastrutturali urgenti, poiché le previsioni indicano che, senza un’adeguata manutenzione della rete idrica e un piano contro la dispersione delle condotte, l’Inghilterra rischia un deficit di oltre 5 miliardi di litri d’acqua al giorno entro la metà del secolo.

Fonte: GOV.UK

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