C’è un momento preciso in cui capisci che Ferrara non assomiglia a nessun’altra città d’Italia: accade quando sali in bici e ti lasci inghiottire da un silenzio quasi surreale, rotto soltanto dal ruotare delle catene e dal suono dinamico dei campanelli. Quando siamo arrivati qui, l’impatto è stato immediato. In questo angolo d’Emilia le auto sono un’eccezione e le biciclette dominano sovrane su oltre 150 chilometri di piste ciclabili. Pedalare sulle pietre del centro storico regala un senso di libertà assoluta. La geometria della città sembra disegnata apposta per la mobilità lenta, fondendo in un unico respiro l’anima medievale del sud e l’avanguardia rinascimentale del nord.
Il Castello Estense e la magia del fossato
Il vero cuore pulsante del nostro itinerario si è rivelato all’improvviso, stagliandosi maestoso nel centro cittadino: il Castello Estense. Trovarsi di fronte a questa mole di mattoni rossi lascia a bocca aperta, ma è il suo specchio d’acqua a catturare l’immaginazione. Questo maniero possiede ancora un fossato allagato, dettaglio rarissimo nel panorama delle fortezze italiane. Guardare le quattro torri merlate che si riflettono nell’acqua del fiume Volano crea un cortocircuito temporale.
@RebeccaManzi/GreenMe
Voluto nel 1385 da Niccolò II d’Este per proteggersi dalle rivolte popolari, il castello è diventato poi la residenza di figure leggendarie come Lucrezia Borgia, Parisina Malatesta e Ugo d’Este. Oggi, passeggiare lungo la passerella o scendere nelle prigioni sotterranee prima di salire sulla Torre dei Leoni offre una vista panoramica che spazia su tutti i tetti della città.
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La Cattedrale di San Giorgio: il cuore sacro e marmoreo della città
Il nostro viaggio a pedali è proseguito davanti all’imponente facciata romanico-gotica della Cattedrale di San Giorgio, affacciata su Piazza Trento e Trieste, prima di raggiungere Palazzo Schifanoia. Costruita a partire dal 1135, questa meraviglia è uno degli edifici sacri più affascinanti dell’intera Emilia-Romagna.
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Rimaniamo incantati a fissare la sua straordinaria facciata a tre livelli: la parte inferiore, con il portale centrale dedicato al Giudizio Universale, ci mostra tutta la forza del romanico, mentre la parte superiore slancia verso il cielo splendide logge gotiche. È un gioco di contrasti magnifico, reso ancora più unico dal marmo bianco e rosa alternato a inserti in marmo verde. Una combinazione cromatica che ci ha ricordato le grandi cattedrali toscane, ma declinata con un inconfondibile e caldo sapore emiliano!
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Tra Palazzo Municipale e Torre della Vittoria: l’incanto di Piazza del Municipio
Spostandoci di pochi passi, siamo entrate in un ambiente che ci ha subito conquistate per la sua atmosfera intima e monumentale: la Piazza del Municipio. È davvero suggestivo pensare che questo spazio, oggi vivo e accogliente, un tempo fosse il cortile interno del maestoso Palazzo Ducale l’antica ed elegante residenza dei Duchi d’Este che conserva ancora tutto il suo fascino rinascimentale. Ci siamo fermati al centro della piazza per scattare qualche foto e ammirare lo sfondo, dominato dalla svettante Torre della Vittoria. Questa struttura si erge imponente sul perimetro dell’area e sembra quasi fare da sentinella all’intero complesso, regalandoci uno scorcio prospettico davvero indimenticabile.
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L’incredibile visione dell’Addizione Erculea
Lasciandoci alle spalle il fossato del castello, abbiamo imboccato in bici il Corso Ercole I d’Este. È qui che prende forma l’Addizione Erculea, il visionario progetto urbanistico voluto nel 1492 dal duca Ercole I d’Este e progettato dall’architetto Biagio Rossetti. Considerata la prima pianificazione urbana moderna d’Europa, questa griglia di viali ampi e rettilinei spezza l’oscurità dei vicoli medievali per aprire la città alla luce. Pedalando su questo rettifilo, la luce del tardo pomeriggio fa brillare le sfaccettature di Palazzo dei Diamanti, rivestito da ben 8.500 blocchi di marmo scolpiti a punta di diamante.
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Il fascino d’ombra di Via delle Volte
Se l’Addizione Erculea rappresenta la luce del Rinascimento, il quartiere medievale incarna la memoria più intima di Ferrara. Abbiamo guidato le bici a passo d’uomo lungo Via delle Volte, un lungo corridoio di pietra scandito da archi sospesi e passaggi aerei che un tempo collegavano le abitazioni dei mercanti ai magazzini sul fiume.
Qui l’atmosfera cambia completamente: i mattoni a vista trattenuto storie di commerci, ma anche di intrighi e vita notturna, evocati persino nei romanzi di Riccardo Bacchelli. Poco distante, l’itinerario ci ha condotto nel Ghetto Ebraico, dove le vicende della comunità locale si intrecciano con la memoria dello scrittore Giorgio Bassani e le pagine de Il Giardino dei Finzi-Contini.
Il salotto cittadino: Piazza Trento e Trieste e la Torre dell’Orologio
Abbiamo poi proseguito verso il vero e proprio salotto buono della città: Piazza Trento e Trieste. Posizionata proprio all’inizio di Corso Martiri della Libertà, questa grande piazza ci ha regalato una vista panoramica spettacolare su Ferrara.
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Sulla destra si erge l’imponente struttura in mattoni rossi del Palazzo Municipale, ma a rendere il colpo d’occhio perfetto è la caratteristica Torre dell’Orologio, che svetta sullo sfondo e segna con eleganza il ritmo della vita quotidiana ferrarese. Sedersi qui per un aperitivo, osservando il passeggio tra storia e bellezza, è stato il modo perfetto per terminare la nostra visita!
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Infine abbiamo concluso la nostra giornata spingendoci verso la parte orientale dell’Addizione Erculea, si incontra Piazza Ariostea, uno degli spazi urbani più singolari d’Italia. La sua conformazione rettangolare con un ampio invaso centrale ribassato ricorda quella di un antico circo romano. Al centro domina la scena una maestosa colonna sormontata dalla statua di Ludovico Ariosto, il grande poeta corteggiato dagli Este che proprio a Ferrara scrisse l’Orlando Furioso.
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Tra una tappa d’arte e l’altra, Ferrara conquista anche a tavola: una sosta è d’obbligo per assaggiare i cappellacci di zucca al burro e salvia o il pane ritorto dalla forma inconfondibile. Ferrara si vive così: un giorno in sella, il vento tra i capelli e secoli di storia da attraversare ad ogni pedalata.
