A luglio 2026 il fotovoltaico ha superato dighe e pale eoliche. In Portogallo l’energia solare ha coperto il 19% dei consumi elettrici, davanti all’idroelettrico fermo al 16% e all’eolico al 13%. È la prima volta che accade nel Paese: i dati pubblicati il 3 agosto da REN, il gestore della rete elettrica portoghese, indicano il solare come tecnologia dominante nell’approvvigionamento del sistema elettrico nazionale.
Un sorpasso piccolo nei numeri e piuttosto grosso nella storia recente del sistema elettrico portoghese. Complessivamente, a luglio le fonti rinnovabili hanno coperto il 53% del consumo: oltre al solare, l’idroelettrico ha fornito il 16%, l’eolico il 13% e la biomassa il 5%. La produzione da fonti non rinnovabili si è fermata al 13%, mentre un altro 34% è arrivato dalle importazioni.
Il solare arriva primo senza avere avuto un mese eccezionale
Il dato curioso sta anche nel cielo. Luglio non è stato, dal punto di vista della resa degli impianti, un mese particolarmente generoso con il fotovoltaico. REN assegna al solare un indice di producibilità di 0,89, dove 1 rappresenta la media storica. L’idroelettrico, al contrario, ha raggiunto 1,26, mentre l’eolico è sceso a 0,71. Il primo posto del fotovoltaico è arrivato quindi con una produzione solare inferiore a quella che le condizioni medie storiche avrebbero fatto attendere.
La crescita era già visibile poche settimane prima. Il 29 giugno alle 13:30 il Portogallo aveva registrato il record assoluto di produzione solare istantanea, circa 3.800 MW. E anche quel primato era arrivato durante un giugno con producibilità fotovoltaica leggermente inferiore alla media, pari a 0,93. Nei primi sei mesi del 2026, inoltre, il consumo elettrico aveva raggiunto 27.200 GWh, il valore più alto mai registrato nel Paese in un primo semestre. record di 3.800 MW
La fotografia di luglio richiede comunque un bordo abbastanza spesso. Quel 34% di energia importata entra nel sistema attraverso la Spagna e REN non lo attribuisce, nel suo bilancio mensile, alle singole fonti con cui è stato prodotto. Il 53% di rinnovabili non descrive quindi l’origine di tutta l’elettricità consumata in Portogallo: descrive la produzione rinnovabile nazionale in rapporto ai consumi. Il primato solare resta, semplicemente dice una cosa più precisa di quanto sembri: tra le singole tecnologie conteggiate da REN, a luglio nessuna ha contribuito quanto il fotovoltaico.
Il sorpasso era già scritto nella potenza installata
La novità di luglio arriva dopo una crescita che, vista sulla carta, ha poco di improvviso. Secondo le ultime statistiche della Direzione generale portoghese dell’Energia e della Geologia disponibili, a maggio 2026 il Paese disponeva di 7.215 MW di fotovoltaico installato. Nel 2017 erano appena 579 MW: in meno di dieci anni la capacità è diventata oltre dodici volte più grande. statistiche ufficiali sulle rinnovabili
C’è anche un altro sorpasso, meno visibile di quello di luglio ma forse ancora più indicativo: già a maggio la potenza fotovoltaica installata era superiore a quella eolica, ferma a 6.160 MW. Nel complesso il Portogallo aveva raggiunto 22,5 GW di capacità rinnovabile, di cui 3,3 GW costituiti da produzione decentralizzata. Dal 2017, osserva la stessa DGEG, il fotovoltaico è stata la tecnologia cresciuta più velocemente, con circa 6,6 GW aggiuntivi.
E il traguardo fissato per la fine del decennio è parecchio più avanti. Il Piano nazionale energia e clima 2030 portoghese prevede di arrivare a 20,8 GW di fotovoltaico entro il 2030, insieme a 10,4 GW di eolico terrestre e 2 GW di eolico offshore. L’obiettivo complessivo è portare le rinnovabili al 51% del consumo finale lordo di energia. Piano nazionale energia e clima 2030
Il percorso portoghese, del resto, ha già lasciato indietro una fonte parecchio più ingombrante. Dal novembre 2021, con la chiusura della centrale del Pego, il Portogallo ha smesso di produrre elettricità dal carbone. Questo non ha cancellato gas e importazioni dal sistema, ma ha tolto di mezzo una delle fonti elettriche più emissive mentre solare ed eolico continuavano ad aumentare. fine della produzione elettrica da carbone
Su sette mesi l’idroelettrico resta ancora davanti
Allargando lo sguardo da un mese ai primi sette mesi del 2026, le gerarchie cambiano. Da gennaio a luglio le rinnovabili hanno coperto complessivamente il 68% del consumo elettrico portoghese. L’idroelettrico resta la prima fonte con il 27%, seguito dall’eolico con il 24%. Il fotovoltaico sale al 12%, mentre la biomassa vale il 5%.
Il risultato di luglio rappresenta quindi un primo sorpasso mensile, senza trasformare ancora il sole nella principale fonte elettrica del Portogallo sull’intero anno. Segnala però quanto rapidamente il suo peso stia crescendo in un sistema dove acqua e vento hanno occupato per anni molto più spazio.
E succede mentre la domanda aumenta. A luglio il consumo elettrico portoghese è cresciuto del 3% rispetto allo stesso mese del 2025, o dell’1,8% correggendo il dato per temperatura e giorni lavorativi. Nei primi sette mesi del 2026 l’aumento arriva al 3,5%. Le rinnovabili stanno quindi coprendo quote elevate di un consumo che nel frattempo continua a salire.
Il gas, intanto, rimane ben piantato nel sistema. Tra gennaio e luglio la produzione elettrica da gas naturale ha soddisfatto il 14% dei consumi e il suo utilizzo per produrre elettricità è cresciuto del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A luglio, però, il movimento si è invertito: il consumo di gas destinato alle centrali elettriche è sceso del 20%. Il sole è arrivato primo proprio in quel mese. Nessun funerale anticipato al fossile, dunque, ma nemmeno più un posto garantito sul gradino più alto.