Una frana cancella 6 anni di ricordi di un intero paese: su Rai Play una serie tv thriller imperdibile (ambientata in Friuli)

Un evento naturale apparentemente innocuo si trasforma improvvisamente in un incubo inspiegabile e dai confini soprannaturali nel borgo montano di Vallata, al centro della nuova e attesa serie tv Memoriae. Diretta a quattro mani da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar e presentata alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle, la produzione sbarca in prima visione su RaiPlay a partire da oggi, 23 ottobre, con 12 episodi da 25 minuti ciascuno. I primi sei saranno disponibili già da oggi, mentre per gli ultimi sei bisognerà attendere il 30 ottobre. Memoriae unisce l’indagine poliziesca alla tensione distopica, ponendo interrogativi profondi sul valore inestimabile del ricordo.

Un mistero ad alta quota: la trama di Memoriae

Ma veniamo alla trama di questa nuova serie tv. La quiete del paese friulano viene spezzata da una frana che non provoca soltanto devastazione materiale, ma scatena una sconvolgente amnesia collettiva. Una specifica fascia della popolazione locale si ritrova con ben 6 anni di vita cancellati all’improvviso dalla mente: legami sentimentali, figli, decisioni cruciali e amori svaniscono nel nulla, gettando gli abitanti in un profondo e drammatico disorientamento.

La situazione precipita rapidamente quando la Protezione Civile decide di disporre una rigida quarantena, isolando completamente il borgo dal resto del mondo. All’interno di questa bolla temporale e spaziale, il vuoto nei ricordi fa riemergere segreti inconfessabili, vecchi rancori e conflitti mai sopiti, mentre una forza occulta risvegliata dal crollo della roccia comincia a manifestarsi attraverso inquietanti visioni di epoche remote che si fanno via via più vivide della realtà.

In questo scenario claustrofobico si muove Matteo, un fotoreporter di guerra interpretato da Dario Aita, che riesce a violare la sorveglianza militare con l’obiettivo primario di salvare sua sorella. Nel suo percorso si unisce ad Alma, un’oncologa interpretata da Gaia Messerklinger che si trovava casualmente in zona per un’escursione ed è rimasta bloccata nel paese. Insieme, i due protagonisti cercheranno di svelare la verità nascosta nelle profondità di Vallata.

Venzone, le Alpi e il Friuli: la location che diventa protagonista

Se la trama esplora i confini labili della memoria personale e collettiva, l’ambientazione gioca un ruolo fondamentale nel definire l’atmosfera cupa, fredda e tipicamente nordica della narrazione. La produzione ha scelto il suggestivo comune di Venzone, in provincia di Udine, per dare vita visiva al villaggio di Vallata. Immerso tra le Prealpi Giulie, i boschi e circondato da una natura imponente, il paese è stato selezionato dopo un’attenta ricerca guidata da precise esigenze estetiche e narrative.

I registi cercavano infatti un luogo isolato e opprimente, in cui le montagne circostanti dessero quasi una sensazione di trappola agli spettatori. Durante i sopralluoghi, la troupe ha scoperto una straordinaria e affascinante consonanza tra la storia reale di Venzone e quella raccontata nella sceneggiatura. Il borgo friulano fu infatti distrutto dal drammatico terremoto del 1976 e successivamente ricostruito interamente com’era, pietra su pietra, nel corso di quasi vent’anni.

@RebeccaManzi/GreenMe

Anche il magnifico Duomo di Venzone, dedicato a Sant’Andrea Apostolo ed eretto originariamente nel 1308, ha seguito lo stesso destino di rinascita dopo le distruzioni del sisma, diventando il simbolo perfetto di una comunità che ha lottato per preservare la propria identità e memoria. Questo legame profondo con il territorio ha reso il set incredibilmente autentico, affiancato da ricostruzioni mirate come quella di una fabbrica abbandonata a 3 chilometri di distanza, riconvertita per le esigenze di scena.

@RebeccaManzi/GreenMe

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Un cast d’eccezione e una scommessa produttiva

Coprodotta da Rai Fiction e Filmclub Distribuzione in associazione con Minerva Pictures, e realizzata con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission e PromoTurismoFVG, la serie rappresenta una delle rare e coraggiose incursioni del panorama seriale italiano nel genere mistery drama e thriller psicologico. Accanto ai già citati Dario Aita e Gaia Messerklinger – volti noti al grande pubblico grazie a successi televisivi come Noi, Don Matteo e Le indagini di Lolita Lobosco – il cast vanta la presenza di interpreti di spessore come Roberto Citran, Anna Godina e Paola Sambo.

Fonte: RAI Ufficio Stampa

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