La Francia sta affrontando una crisi educativa senza precedenti dopo che la protesta studentesca, nata a metà settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, si è estesa a macchia d’olio in tutto il territorio nazionale. Circa 500 istituti superiori hanno dovuto sospendere le lezioni a causa dei blocchi e dei gravi danni strutturali registrati durante le manifestazioni. Il bilancio delle tensioni tracciato dal ministro dell’Istruzione Édouard Geffray evidenzia 24 scuole devastate o date alle fiamme e 78 membri del personale scolastico feriti dall’inizio della mobilitazione. La miccia che ha fatto esplodere la rabbia giovanile è legata a condizioni logistiche giudicate inaccettabili, amplificate rapidamente dalla risonanza virale dei social network come TikTok e Snapchat, trasformando una protesta locale in una vera e propria sollevazione nazionale.
@lesvoixdumantois Jour 2 – Mobilisation dans les lycées du Mantois. Retour en images sur les mobilisations au lycée Saint-Exupéry de Mantes-la-Jolie et au lycée Camille Claudel de Mantes-la-Ville. Au lycée Saint-Exupéry, la mobilisation s’est déroulée dans une ambiance bon enfant et pacifique, dans le respect des personnes et des lieux. L’établissement a été laissé propre à l’issue du rassemblement. Au lycée Camille Claudel, un feu s’est déclaré, nécessitant l’intervention des agents de la ville, que nous remercions pour leur intervention. Merci à toutes les personnes qui ont contribué au bon déroulement de ces mobilisations. La mobilisation doit toujours se faire dans le respect et le calme. #MantesLaJolie #MantesLaVille #Mobilisation #Lycée #jeunesses
♬ They Don’t Care About Us (Remastered Version) – Michael Jackson
Le ragioni della protesta: aule fatiscenti, freddo e carenza di docenti
Al centro della contestazione ci sono problemi strutturali profondi che penalizzano il sistema scolastico pubblico, specialmente nelle periferie. Secondo i dati ufficiali del ministero, quasi il 10% delle ore di lezione programmate nell’anno scolastico precedente è andato perso a causa della mancata sostituzione dei professori assenti, lasciando intere classi scoperte alla vigilia degli esami. Gli studenti denunciano la presenza di 35 alunni per classe, banchi rotti, servizi igienici insufficienti e l’assenza totale di impianti di climatizzazione, un disagio esasperato dall’eccezionale ondata di calore estiva che ha colpito l’Europa occidentale. A ciò si aggiunge la forte contestazione contro la piattaforma digitale nazionale Parcoursup, percepita come uno strumento opaco e fonte di ansia per l’accesso all’università, oltre al peso di orari scolastici tra i più lunghi d’Europa.
Scontri violenti, repressione e la risposta del governo
La mobilitazione pacifica iniziale è rapidamente degenerata in guerriglia urbana in diverse città, tra cui Parigi, Marsiglia, Nantes e Tolosa, con cariche della polizia, lancio di lacrimogeni e l’impiego di armi non letali che hanno provocato il ferimento grave di alcuni manifestanti, tra cui un ragazzo colpito al volto da un proiettile di gomma. Il ministero dell’Interno, guidato da Laurent Nuñez, ha risposto con una linea durissima, portando a circa 5.000 gli arresti complessivi, di cui l’85% minorenni, nel corso degli scontri con le forze dell’ordine.
@nolhan.1884 Lycée Charles priva blocus #CharlesPrivat #Arles #blocus
Nel frattempo, il primo ministro Sébastien Lecornu ha imposto la ripresa delle lezioni ovunque la sicurezza lo permetta, sollecitando interventi urgenti sulle supplenze e convocando i presidenti di regione per affrontare la ristrutturazione degli edifici, mentre il leader dell’opposizione Jean-Luc Mélenchon ha apertamente sostenuto i manifestanti accusando l’esecutivo di repressione sproporzionata.
Les lycéens en mouvement sont inoffensifs. Le gouvernement Lecornu a ordonné la répression. Cette férocité est irresponsable avec un arrière-goût raciste évident. Pas touche à nos jeunes. Élus et militants insoumis interposez-vous partout où vous le pouvez.
— Jean-Luc Mélenchon (@JLMelenchon) September 28, 2026
Gli studenti puliscono le strade dopo i blocchi
Accanto agli episodi di tensione più aspri, tuttavia, in diverse zone del Paese si sono registrate anche iniziative di segno opposto che testimoniano il senso civico di parte degli studenti. Al liceo Sophie-Germain, situato nel quarto arrondissement di Parigi, i ragazzi sono stati immortalati mentre imbracciavano scope e palette, liberando i marciapiedi dai rifiuti e rimettendo in ordine l’area dopo le barricate realizzate con i cassonetti della spazzatura.
Blocus #lycéens : fin de blocus au lycée Sophie Germain de Paris, les lycéens remettent les poubelles à leur place d’origine.#BlocusLycées pic.twitter.com/iWXysZ4CLm
— CLPRESS / Agence de presse (@CLPRESSFR) October 5, 2026
Scene analoghe si sono verificate anche davanti al liceo Suzanne-et-Michel-Serres a Vincennes, nella Val-de-Marne, dove circa un centinaio di studenti ha partecipato attivamente alle operazioni di sgombero e ripristino del decoro urbano. Gli studenti hanno esaminato circa 50 grandi contenitori per restituirli ai residenti e distinguerli in base agli indirizzi civici impressi sopra, ripulendo i marciapiedi circostanti. Sebbene si tratti di episodi circoscritti e locali che non cancellano i disordini generali, mostrano un tentativo giovanile di conciliare la protesta politica con il rispetto per il territorio, mentre il governo continua a cercare una via d’uscita alla crisi.
@jls.sdr22 Lycéens de Lesage, Morbihan qui nettoies la manifestation, la police qui embarque une innocente. #manifestation #lycee #police #blocus