Ci sono destini che sembrano sfidare ogni legge della probabilità, intrecciando tragedia e miracolo nel giro di pochissime settimane. È la storia drammatica dei fratelli Winder e Deivi Delfín, due adolescenti venezuelani rispettivamente di 15 e 17 anni, che si sono ritrovati ad affrontare l’incubo di un disastro naturale per la seconda volta nell’arco di meno di due mesi.
Alle 7:34 di un mattino apparentemente normale, la terra ha infatti ripreso a tremare violentemente a Cali, in Colombia, con una scossa di magnitudo 7,4 che ha seminato il terrore nell’area occidentale del Paese. I due ragazzi, sorpresi dalle pareti che scricchiolavano dentro casa, sono riusciti a fuggire precipitosamente in strada, guadagnandosi la salvezza mentre la città sprofondava nel panico e nell’emergenza.
Il dolore del Venezuela e la perdita della famiglia a Caraballeda
Per i due giovani, la scossa avvertita in territorio colombiano non è stata soltanto una calamità passeggera, ma il riaffiorare di un trauma profondo ancora vivo e impossibile da rimarginare. Lo scorso 24 giugno, infatti, Winder e Deivi erano sopravvissuti al devastante terremoto in Venezuela che aveva fatto crollare il loro palazzo di dodici piani a Caraballeda, nella regione di La Guaira.
In quell’occasione, mentre il padre Deivid si trovava all’estero per lavoro come barbiere, i due fratelli avevano perso la madre Yusmani di 35 anni, il fratellino Moises di soli 10 anni e la nonna Carmen di 69 anni. Per ben 26 giorni infiniti, gli adolescenti avevano scavato a mani nude e con attrezzi di fortuna tra tonnellate di cemento armato e macerie, prima di riuscire a recuperare i corpi dei propri cari.
Durante 26 días, los hermanos Winder y Deivi Delfín cavaron con sus propias manos en Venezuela buscando encontrar los cuerpos de su madre, su hermano y su abuela.
Una búsqueda sin descanzo para darle un último adiós a quienes amaban. Detrás de cada escombro hay una familia… pic.twitter.com/6mBTQ9DVTP— MAJA (@Libertaria17082) July 21, 2026
L’abbraccio con il padre Deivid Delfín e la paura del futuro
Dopo la tragedia venezuelana, il padre aveva deciso di portare i figli con sé a Cali per offrire loro un nuovo inizio e lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato. Tuttavia, il sisma di lunedì ha riaperto le ferite: al momento della scossa il genitore non era in casa e ha vissuto minuti di puro terrore correndo verso l’abitazione nel timore di aver perso anche gli ultimi affetti rimasti.
Dopo attimi di angoscia, la famiglia si è ricongiunta al sicuro sul marciapiede e ha preferito trascorrere ore all’aperto rifiutandosi di rientrare per paura delle scosse di assestamento. Mentre il governo colombiano dichiara lo stato di emergenza per gestire l’emergenza umanitaria, Winder Delfín e Deivi Delfín stringono forte il padre, aggrappati alla vita dopo essere sfuggiti per due volte alla furia della natura.
Fonte: O Globo