Friggitrici ad aria, di quale marca sceglierla? Perché Altroconsumo incorona Philips

Più di un italiano su due ha ormai una friggitrice ad aria, a certificarlo è Altroconsumo, che nell’indagine annuale condotta sulle marche più affidabili segnala un dato che dice tutto sulla rapidità del fenomeno: il 57% di chi possiede l’apparecchio lo ha comprato negli ultimi due anni. Un mercato giovane, insomma, anche se già abbastanza maturo da avere vincitori e vinti.

Come nasce il giudizio

Il punteggio finale di ogni marca nasce da quattro ingredienti pesati diversamente: il 45% viene dai risultati dei test di laboratorio, il 25% dall’indice di affidabilità, il 20% dalla soddisfazione dei consumatori, il restante 10% dalla percentuale di prodotti che raggiungono una qualità ottima. Per arrivare a questi numeri, Altroconsumo ha incrociato oltre 11mila valutazioni raccolte tra i soci di Euroconsumers in nove Paesi europei, sommate ai test di laboratorio condotti su 137 modelli tra giugno 2024 e maggio 2026.

Philips al primo posto

La classifica 2026 premia Philips al primo posto. Il marchio olandese conquista la vetta non tanto per un singolo risultato eccezionale, quanto per l’equilibrio, visti i buoni punteggi nei test di laboratorio, l’ottima affidabilità e la generale soddisfazione espressa da chi è solito utilizzarla. Insomma, un mix di fattori che gli altri brand faticano a replicare.

Alle spalle di Philips si piazzano Cosori, Ninja e Moulinex, con punteggi complessivi ravvicinati. Ognuno però ha il suo punto di forza: Ninja registra l’indice di affidabilità più alto della classifica, segno di prodotti che si rompono meno spesso. Cosori invece convince soprattutto chi l’ha già in casa, con il miglior indice di soddisfazione tra i quattro marchi. Moulinex chiude il podio ristretto, penalizzata da una media più bassa nei test di laboratorio rispetto ai concorrenti.

Fuori dalla classifica ufficiale restano Bosch, Cecotec, Princess, Ardes, Ariete e Xiaomi: non tanto per chissà quali demeriti, ma soltanto perché Altroconsumo richiede almeno cinque modelli testati per marchio prima di stilare un giudizio, e questi brand non raggiungono tale soglia.

Cosa si rompe più spesso

Il cestello resta il tallone d’Achille di quasi ogni friggitrice ad aria. Il 3% dei proprietari lamenta la perdita del rivestimento antiaderente, mentre maniglie e pulsanti guasti riguardano il 2% degli intervistati a testa. Numeri contenuti, ma non trascurabili quando si parla di un elettrodomestico che tocca il cibo ogni giorno.

Il vero problema, però, è la durata, risibile, visto che una friggitrice ad aria dura in media 4 anni e 10 mesi, contro i 10 anni e 2 mesi di una tradizionale friggitrice ad olio. Il divario colpisce, ma va letto con cautela: la categoria è troppo giovane per avere uno storico affidabile, e il dato è destinato a cambiare mano a mano che il parco prodotti invecchia. Quando un apparecchio si guasta, nel 40% dei casi il proprietario lo sostituisce perché ripararlo non conviene più; un altro 34% cambia semplicemente per passare a un modello più recente.

Fonte: Altroconsumo 

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