Veniva venduto come prodotto alimentare per aromatizzare dolci, in realtà era gas esilarante, comunemente conosciuto come “droga del palloncino”. Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri (NAS) di Milano, durante una serie di controlli destinati al contrasto dell’uso improprio di sostanze ad effetto psicoattivo, ha scoperto un deposito dedito al commercio online di bombole di protossido di azoto, ufficialmente destinato all’uso alimentare per l’arricchimento e l’aromatizzazione di alimenti, come prodotti dolciari, panna montata e cocktail. Le bombolette erano pronte per essere vendute e usate come sostanza stupefacente. Un vero e proprio business dai risvolti pericolosi, soprattutto per la salute dei più giovani che ne fanno uso per “sballarsi”.
Il sequestro di ben 7.852 bombole (nei formati da 2 kg e da 0,6 kg) del gas, per un valore commerciale di circa 225.000 euro, è avvenuto nella zona Sude del capoluogo lombardo; mentre l’attività è stata sospesa l’attività per omessa predisposizione delle procedure di autocontrollo H.A.C.C.P., per la totale assenza di titolo abilitativo (S.C.I.A.) alla detenzione e al commercio di prodotti alimentari e per aver custodito il prodotto in un locale privo dei requisiti igienico-sanitari e delle previste autorizzazioni per lo stoccaggio di alimenti. Per il legale rappresentante della ditta sono scattate anche delle sanzioni amministrative del valore complessivi di 5.000 euro.
Cos’è il gas esilarante
Il gas esilarante, noto scientificamente come protossido di azoto, è una sostanza scoperta nel 1772 e ancora oggi utilizzata in ambito medico, soprattutto per la sedazione e l’anestesia. Si presenta come un gas incolore, con un odore lieve e relativamente gradevole. Essendo più pesante dell’aria, tende ad accumularsi nelle zone più basse degli ambienti. Non è infiammabile, ma può favorire e intensificare la combustione di altri materiali. Negli ultimi anni il protossido di azoto si è diffuso anche a scopo ricreativo, in particolare tra i giovani e in contesti legati a feste, spettacoli o grandi eventi. In questi casi il gas viene spesso distribuito all’interno di palloncini, dai quali viene successivamente inalato.
L’inalazione provoca effetti quasi immediati, ma di breve durata. A seconda della quantità assunta, può causare sensazioni di leggerezza, alterazioni della percezione, risata incontrollata ed euforia. Proprio la rapidità con cui gli effetti svaniscono può spingere alcune persone a ripetere più volte l’inalazione in un breve arco di tempo.
Il protossido di azoto è una sostanza utilizzata anche come medicinale e il suo impiego improprio non è privo di rischi. La vendita, la distribuzione e l’utilizzo sono inoltre soggetti alle norme previste dalla legislazione del Paese in cui ci si trova.
Quali sono i rischi associati a questa sostanza?
Anche un uso occasionale può provocare disturbi del linguaggio e dell’equilibrio, riduzione della sensibilità agli stimoli e alterazione dello stato di coscienza.
A dosi elevate può verificarsi una perdita di coscienza, dovuta sia all’effetto anestetico del protossido di azoto sul sistema nervoso sia alla riduzione della quantità di ossigeno disponibile nell’organismo. Uno dei pericoli più gravi è infatti l’asfissia. Quando viene inalato in quantità elevate, il protossido di azoto può sostituire l’ossigeno presente nei polmoni. Per questo motivo, in ambito medico viene somministrato in condizioni controllate e insieme a un adeguato apporto di ossigeno.
Il rischio non riguarda soltanto esposizioni molto prolungate: anche inalazioni ripetute a breve distanza, senza respirare una quantità sufficiente di aria fresca tra una e l’altra, possono provocare una grave carenza di ossigeno, con conseguenze potenzialmente fatali.
Fonte: Carabinieri NAS