20 gatti spariti nel nulla tra Perugia e Arezzo: spunta l’ombra dei macabri riti legati ad Halloween

È un clima di forte apprensione e angoscia quello che avvolge l’Altotevere umbro e toscano a causa della misteriosa sparizione di circa venti gatti, svaniti nel nulla nel giro di poche settimane tra Città di Castello, San Giustino, Citerna e Sansepolcro tra le province di Perugia e Arezzo. Il fenomeno, purtroppo ricorrente con l’arrivo del mese di ottobre, ha spinto Maria Rosa Incandela, presidente della delegazione locale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, a formalizzare una denuncia d’urgenza ai carabinieri e alla polizia.

Nel mirino dei responsabili ci sono soprattutto i gatti domestici rispetto a quelli di colonia, poiché la loro indole docile permette di avvicinarli e catturarli con estrema facilità. Se in passato i predatori di felini prediligevano esemplari dal manto completamente bianco o nero, le ultime segnalazioni confermano una preoccupante caccia mirata anche verso i gatti tigrati.

Il modus operandi dei presunti rapitori e l’inquietante pista dei rituali esoterici

Agghiacciante è l’ipotesi investigativa avanzata dall’associazione animalista, che collega la razzia dei felini a rituali occulti in vista di Halloween. Secondo le testimonianze raccolte sul territorio, i presunti responsabili sarebbero un uomo e una donna a bordo di un’automobile di colore scuro, avvistata più volte mentre si aggira con fare sospetto nei centri abitati e nelle zone periferiche.

In alcuni episodi, i passanti hanno notato la donna scendere rapidamente dal veicolo per afferrare un gatto e caricarlo a bordo prima di dileguarsi nel nulla, sfruttando la rapidità dell’azione per impedire ai presenti di annotare la targa del veicolo. Le autorità locali e le forze dell’ordine sono ora chiamate a intensificare i controlli mirati sul territorio per stroncare sul nascere un traffico criminale dai contorni agghiaccianti. Il timore delle associazioni affonda le radici in precedenti episodi analoghi risalenti al periodo pre-pandemico, quando nelle medesime aree boschive e periferiche di Città di Castello furono rinvenuti resti di animali seviziati e bruciati, collegati dagli investigatori dell’epoca alle attività clandestine di sette ed elementi dediti al satanismo attivi nel sottobosco della provincia italiana.

Leggi tutto