Sfrattata da casa insieme al figlio di 9 anni e al cane: le immagini che scuotono la Spagna (dopo il dramma di Maricarmen)

La drammatica immagine di Ghariba Nahri trascinata via di peso dalla polizia catalana in tenuta antisommossa, insieme al figlio di 9 anni e al loro cane, ha scosso l’intera Spagna. Nel pomeriggio del 20 ottobre, nel quartiere El Clot di Barcellona, circa 70 persone si sono radunate davanti all’abitazione per fermare l’esecuzione dello sgombero, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha reso vano ogni tentativo di resistenza. La donna viveva in quell’appartamento da due anni e mezzo, versando regolarmente circa 400 euro al mese a un uomo poi sparito nel nulla, il quale le aveva subaffittato una stanza senza regolarizzare la sua posizione con la società proprietaria dell’immobile, la Rambert 2001 SL.

Nonostante la situazione di vulnerabilità fosse certificata dai servizi sociali e la donna risultasse iscritta da 3 anni nella lista di emergenza per un alloggio sociale, la proprietà si è rifiutata di negoziare. Dopo due rinvii, lo sfratto è stato eseguito, portando alla luce la precarietà dei subaffitti e l’insensibilità dei grandi proprietari immobiliari. Questo episodio drammatico ricorda da vicino il caso di Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni sfrattata a Madrid dopo 71 anni nello stesso appartamento e morta poco dopo in ospedale, diventando il simbolo tragico di un’emergenza sociale fuori controllo.

La crisi abitativa fa cadere il governo e infiamma le elezioni

La vicenda di Ghariba Nahri si inserisce nel cuore di una profonda crisi abitativa che sta paralizzando la Spagna e sconvolgendo gli equilibri politici nazionali. Secondo i dati del Centro de Investigaciones Sociológicas, il 55,7% dei cittadini considera la casa il principale problema del Paese, trasformando un dramma sociale nel terreno di scontro decisivo in vista delle elezioni anticipate del 29 novembre. La pressione è diventata insostenibile per l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez, costretto a indire il voto anticipato dopo la clamorosa bocciatura in Parlamento dei decreti del 2 ottobre sulle tutele per gli inquilini, affossati dai voti contrari di PP, Vox e del partito indipendentista catalano Junts per Catalunya guidato da Carles Puigdemont.

Nelle settimane di pre campagna elettorale, i partiti si contendono la narrazione e le responsabilità del collasso del mercato immobiliare. Il PSOE si presenta come il baluardo dei diritti sociali, mentre il Partido Popular e Vox puntano il dito contro le politiche fallimentari dei socialisti, accusati di alimentare la speculazione. In questo clima rovente, la casa non è più soltanto un diritto fondamentale negato a migliaia di cittadini, ma è diventata la principale arma politica ed elettorale capace di determinare la fine di un’intera legislatura.

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