La Gioconda mostra le cicatrici della mastectomia: a Milano il murale che rompe i tabù sul tumore al seno (e invita alla prevenzione)

La Gioconda ha ancora il suo sorriso enigmatico, ma questa volta mostra senza vergogna qualcosa di inatteso: le cicatrici di una doppia mastectomia. La donna più famosa della storia dell’arte diventa così il volto di tutte quelle donne che hanno affrontato un tumore al seno e che, dopo la malattia, hanno dovuto imparare a riconoscersi in un corpo cambiato.

È il messaggio del nuovo murale dello street artist aleXsandro Palombo, apparso davanti all‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in via Giacomo Venezian, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro al seno del 19 ottobre, nel pieno dell’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del carcinoma mammario. L’opera ritrae la Monna Lisa mentre scosta una veste rosa, lasciando intravedere sul petto i segni della chirurgia. Nessun tentativo di nasconderli, nessuna rappresentazione idealizzata del corpo femminile. Al contrario, le cicatrici diventano parte integrante dell’immagine.

Una scelta artistica che vuole rompere un tabù ancora profondamente radicato: quello dei cambiamenti fisici lasciati dal cancro e dai trattamenti necessari per curarlo.

“Ogni cicatrice racconta una storia di sopravvivenza, forza e identità” scrive l’artista.

Una Gioconda sopravvissuta al tumore al seno

Con questo intervento di street art, Palombo porta nello spazio pubblico una realtà che spesso rimane confinata nella dimensione privata. La mastectomia, cioè l’asportazione chirurgica di una mammella, può rappresentare un passaggio necessario nel percorso terapeutico di alcune pazienti. In determinati casi l’intervento riguarda entrambe le mammelle. Ma alle conseguenze fisiche possono aggiungersi quelle psicologiche, legate all’immagine corporea, all’identità, alla sessualità e al rapporto con sé stesse.

In una società che continua a proporre modelli estetici femminili spesso irrealistici, vedere la Gioconda con i segni di un intervento oncologico significa anche mettere in discussione il modo in cui rappresentiamo i corpi delle donne. Le cicatrici non vengono cancellate né nascoste: semplicemente, esistono e raccontano una storia. Ed è proprio questo uno dei messaggi più importanti dell’opera.

Un corpo che ha attraversato la malattia non è un corpo di cui vergognarsi. Allo stesso tempo, nessuna donna dovrebbe sentirsi obbligata a mostrare le proprie cicatrici o a trasformare la propria esperienza in un simbolo di forza. Il murale, realizzato davanti a uno dei principali centri italiani di ricerca e cura oncologica, invita anche a riflettere sull’importanza della diagnosi precoce, degli screening e dell’accesso alle cure.

Tumore al seno: circa 60mila diagnosi all’anno in Italia

Il messaggio dell’artista arriva in un momento in cui il carcinoma mammario continua a rappresentare una delle principali sfide per la salute delle donne. Secondo la campagna LILT Nastro Rosa 2026, in Italia si registrano ogni anno circa 60mila nuove diagnosi di tumore al seno, la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile e la prima causa di morte per cancro tra le donne, sia in Italia sia a livello globale.

Si stima che circa una donna su sette possa sviluppare questa malattia nel corso della vita e il tasso di sopravvivenza dopo una diagnosi sta gradualmente migliorando. Secondo i dati più recenti diffusi dall’Associazione italiana registri tumori (AIRTum) e dall’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), in Italia la mortalità per cancro al seno si è ridotta di circa il 6% nel periodo 2007-2019 rispetto ai 4 anni precedenti. Inoltre, la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è aumentata fino a toccare l’89,5% Ed è anche per loro che diventa fondamentale parlare della qualità della vita dopo il tumore, delle conseguenze degli interventi chirurgici e del diritto a ricevere supporto psicologico e riabilitativo. La sopravvivenza, del resto, non significa necessariamente che tutto torni come prima. E non dovrebbe neppure essere questo l’unico obiettivo: ciò che conta è garantire alle persone la possibilità di vivere bene, con il proprio corpo e con i cambiamenti che la malattia può comportare.

Ottobre Rosa: perché la prevenzione e la diagnosi precoce possono salvare la vita

Ottobre è il mese internazionale dedicato alla consapevolezza sul tumore al seno. Attraverso l’iniziativa LILT for Women – Nastro Rosa 2026, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori promuove visite senologiche, incontri informativi e attività di sensibilizzazione in tutta Italia. Il messaggio scelto per quest’anno è «Il primo passo», un invito a conoscere il proprio corpo e a non trascurare i controlli. Le 105 associazioni LILT e i 20 coordinamenti regionali partecipano alla campagna con iniziative dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce. 

Secondo il rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, la copertura dello screening mammografico è aumentata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024. Nel Mezzogiorno si è passati dal 12% al 34%, un miglioramento significativo che mostra però quanto lavoro resti ancora da fare. Persistono anche differenze nell’accesso ai trattamenti: nel 2023, circa il 15% degli interventi per tumore al seno nelle pazienti residenti al Sud è stato effettuato fuori dalla propria Regione, contro il 5% del Nord. Numeri che ricordano come sensibilizzare alla prevenzione non sia sufficiente se poi le persone incontrano ostacoli nell’accesso agli esami o devono spostarsi per ricevere le cure.

Per conoscere le iniziative disponibili durante l’Ottobre Rosa è possibile consultare il sito della LILT, oppure rivolgersi alla propria ASL per informazioni sui programmi gratuiti di screening.

 

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