La storia di Lulingu rappresenta una delle pagine più straordinarie e cariche di speranza nella storia moderna della conservazione animale. Recuperata a soli 18 mesi di età dopo essere stata strappata alla sua famiglia e inghiottita dal commercio illegale di fauna selvatica, la piccola fu condotta nel santuario GRACE, l’unica struttura al mondo dedicata al recupero dei gorilla di pianura orientale (noti anche come gorilla di Grauer).
Lì la direttrice esecutiva e scientifica Katie Fawcett e il direttore nazionale Jackson Kabuyaya Mbeke assistettero ai primi passi di un lungo percorso di recupero, in cui la gorilla Pinga le fece da madre surrogata, integrandola in un gruppo familiare insieme ad altre tre femmine: Mapendo, Ndjingala e Isangi.
Il difficile ritorno nella foresta di Virunga
Dopo oltre cinque anni di preparazione gestiti da GRACE Gorillas, dal Parco Nazionale di Virunga e dalle comunità locali, con il supporto decisivo dei Gorilla Doctors e dell’organizzazione Re:wild, le quattro femmine furono ufficialmente liberate nel dicembre 2024 sul Monte Tshiaberimu, nella Repubblica Democratica del Congo.
L’obiettivo primario consisteva nel fornire un impulso genetico fondamentale a una popolazione locale ridotta ai minimi termini e a rischio estinzione entro 50 anni. Il monitoraggio costante condotto dal ranger Benoit Ishaba e dal veterinario Cedric Kibengo – che ha utilizzato test di gravidanza umani e analisi non invasive sui campioni di urina raccolti dalle foglie – ha confermato il pieno successo del reinserimento e l’avvenuto accoppiamento con il maschio dominante Mwasa.
Il lieto fine e la nascita del cucciolo: un trionfo per la biodiversità e la ricerca scientifica
Il momento tanto atteso si è materializzato il 21 maggio, giorno in cui Lulingu ha dato alla luce il suo primo cucciolo in piena libertà, un evento documentato con emozione dagli scienziati che seguono passo dopo passo il gruppo familiare. Le gravidanze dei gorilla oscillano tipicamente tra gli 8 e i 9 mesi, e l’arrivo di questo neonato non costituisce soltanto una splendida vittoria personale per una madre sopravvissuta ai drammi del bracconaggio, ma un vero e proprio primato storico per la salvaguardia della specie in pericolo critico di estinzione.
Il veterinario Cedric Kibengo ha confermato che nessuno degli esemplari liberati ha mai avuto bisogno di trattamenti medici da quando vive allo stato selvatico, e le prime immagini di Lulingu intenta ad allattare, cullare e proteggere il piccolo confermano un istinto materno impeccabile. Mentre i ricercatori continuano a monitorare il gruppo nella speranza che anche le altre femmine possano presto partorire, la nascita di questo cucciolo rappresenta un simbolo tangibile di resilienza e recupero ambientale, dimostrando come la collaborazione internazionale e la protezione mirata possano restituire un futuro alle creature più vulnerabili del pianeta.
Fonte: rewild.org