Al Gran Premio di Monza vincono la solidarietà e la lotta allo spreco: recuperate 3,6 tonnellate di cibo per le famiglie in difficoltà

Mentre i motori si spegnevano e l’entusiasmo per la straordinaria vittoria di Kimi Antonelli contagiava anche i tifosi ferraristi, un altro traguardo silenzioso ma fondamentale veniva tagliato dietro le quinte del Gran Premio d’Italia 2026 di Monza, a cui hanno preso parte anche i ragazzi e le ragazze di PizzAut. L’evento ha infatti dimostrato come i grandi appuntamenti internazionali possano trasformarsi in iniziative di solidarietà concreta e di sostenibilità ambientale. Grazie a una colossale operazione di recupero delle eccedenze alimentari, organizzata nei ristoranti e nei catering dell’impianto compresa la cena di gala pre-gara, sono state salvate 3,6 tonnellate di generi alimentari che rischiavano di finire sprecate.

Numeri record e una filiera di eccellenza

Il progetto, attivo dal 2022 e promosso congiuntamente dall’Autodromo Nazionale di Monza, da ATS Brianza e dal Centro Servizi Volontariato di Monza, Lecco e Sondrio, ha tradotto i numeri della grande ristorazione in un aiuto tangibile per chi vive situazioni di fragilità. Il bilancio parla di 2.600 kg di prodotti freschi tra verdura, frutta, pane, formaggi e carne, uniti a oltre 1.000 kg di prodotti secchi. L’intera fornitura è stata presa in carico da 83 volontari e consegnata a 9 associazioni locali attive in sei Comuni della Brianza, raggiungendo 375 famiglie e 846 persone in difficoltà, oltre alla donazione di 164 piante ornamentali per progetti inclusivi.

La prevenzione a monte e la svolta ecologica

Un aspetto molto importante dell’iniziativa riguarda l’efficacia della prevenzione nella gestione dei consumi. La pianificazione accurata ha permesso di abbattere drasticamente gli esuberi rispetto alle 16 tonnellate del 2022, portando il totale complessivo a oltre 30 tonnellate di cibo recuperato dall’inizio del programma. Questo modello di economia circolare ha ridotto rifiuti, costi di smaltimento ed emissioni inquinanti, confermando che la sostenibilità nei grandi eventi è un obiettivo raggiungibile e misurabile.

Un modello virtuoso da replicare ovunque

La macchina operativa si è mossa con rigorosi standard igienico-sanitari supervisionati dal personale di ATS Brianza, che ha affiancato agli alimenti anche materiali informativi per una corretta educazione nutrizionale. Estendere questa pratica ad altre gare del calendario, come confermato dai vertici dell’Autodromo, rappresenta una risposta concreta alle sfide ecologiche e sociali del nostro tempo. Si tratta di un’ottima iniziativa che andrebbe ripetuta in tutti gli eventi, non solo di Formula 1: trasformare il cibo in eccesso in un patrimonio condiviso dimostra che la comunità, quando sa organizzarsi, sa vincere le sfide più importanti.

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