Hai mai provato a sbucciare la banana con il “metodo delle scimmie” ?

C’è un piccolo gesto quotidiano che, a quanto pare, la maggior parte delle persone compie nel modo meno efficiente possibile. Prendere una banana, afferrare il picciolo e tirare può generare, come risultato, un frutto un po’ ammaccato nella parte superiore, quella che si stringe per aprire la buccia. Da anni, però, circola online un’alternativa presentata come il trucco dei primati, in cui bisogna capovolgere la banana ed aprirla dall’altra estremità, quella arrotondata e priva di picciolo.

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Come funziona, in pratica

Il procedimento viene descritto con chiarezza nella una guida redatta dalla rivista americana The Kitchn: bisogna capovolgere il frutto, individuare la piccola punta all’estremità opposta al picciolo e “pizzicarla” tra pollice e indice. La buccia viene divisa in modo netto, senza bisogno di forzare, e da lì si stacca con la stessa facilità di sempre. Il picciolo, a quel punto, torna utile come maniglia per tenere in mano il frutto mentre lo si mangia. Che sia più comodo, in effetti, viene caldeggiato da diverse fonti, come la rivista britannica Discover Wildlife, la quale osserva che, a maturazione avvenuta, tale estremità si stacca con molta meno resistenza rispetto al picciolo.

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Il “metodo delle scimmie” esiste davvero?

Qui però la storia si complica, e vale la pena raccontarla fino in fondo. L’etichetta “metodo delle scimmie” nasce dai vari filmati dei primati in cattività, presi da zoo e centri di recupero e poi diventati video virali, che aprono le banane proprio partendo dall’estremità opposta al picciolo. Il problema è che, in natura, questo confronto ha poco senso: interpellata dal sito scientifico IFLScience, la primatologa Katharine Milton, docente all’Università della California a Berkeley ed esperta di ecologia alimentare dei primati, ha definito “totale invenzione” il presunto legame tra scimmie selvatiche e banane, perché la banana coltivata che conosciamo è una pianta domesticata che i primati non incontrano mai allo stato selvatico, se non nei pressi di insediamenti umani. Le scimmie che sbucciano banane al contrario, insomma, lo fanno perché gliele porge qualcuno, non perché sia un’abitudine. Resta il fatto, osservato da più fonti indipendenti, che gli esemplari ripresi in cattività aprono davvero il frutto da quel lato. Non si tratta di un’usanza ancestrale, quindi, ma è comunque un comportamento osservato e documentato.

E sull’effetto “meno schiacciata”?

Sul fatto che questo metodo riduca le ammaccature, invece, non risultano studi specifici che confrontino le due tecniche di sbucciatura. Esistono delle ricerche accademiche sulla suscettibilità della buccia di banana agli urti (come lo studio pubblicato su Postharvest Biology and Technology che ha misurato con un pendolo l’energia necessaria a produrre un’ammaccatura visibile) ma riguardano soprattutto le cadute e le fasi di trasporto post-raccolta, non la pressione delle dita durante la colazione. Nessuno, evidentemente, ha ancora ritenuto necessario finanziare uno studio comparativo sulle due tecniche di sbucciatura, ed é un vero peccato. Pertanto, non essendoci riscontri scientifici su questo particolare aspetto, il dubbio permane e starà a voi, tramite metodo empirico, verificare quale dei due sia effettivamente il migliore.

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