Il posto migliore dove godersi la pensione, almeno per chi vive di rendita e non teme le distanze, si trova in Sud America. Lo dice il Global Retirement Report and Index 2026 di Global Citizen Solutions, società di consulenza specializzata in residenze e cittadinanze all’estero. In testa c’è l’Uruguay, mentre l’Italia si ferma al nono posto. L’indice mette a confronto 46 programmi di residenza pensati per chi si mantiene con pensioni, risparmi e altre entrate passive. Ogni paese partecipa con un solo visto, quello più adatto a un pensionato (il D7 portoghese, per esempio, o il visto non lucrativo spagnolo). I criteri di valutazione sono cinque: qualità della vita, mobilità e cittadinanza, fisco, procedura e costi. Il peso maggiore spetta alla qualità della vita.
Perché vince l’Uruguay
L’Uruguay totalizza 99,9 punti, un decimo più di Mauritius e tre decimi più della Spagna. I distacchi sono così minimi che gli stessi autori suggeriscono di leggere la parte alta della tabella per fasce, non come un ordine d’arrivo. Il programma uruguaiano chiede un reddito di 1.700 dollari al mese e concede subito la residenza permanente, senza passare da quella temporanea. La cittadinanza arriva dopo tre anni per le coppie sposate e dopo cinque per chi è single. Il visto copre il coniuge, i figli sotto i 25 anni e perfino i genitori a carico. Sul piano fiscale vale il principio territoriale e l’imposta di successione non esiste. Da gennaio, inoltre, una nuova legge offre ai nuovi residenti dieci anni di esenzione sui redditi da capitale esteri, in alternativa a un’aliquota fissa del 7%.
L’Italia, passaporto forte e tasse pesanti
Con 97,2 punti l’Italia precede, nella top ten, soltanto la Grecia. È seconda su 46 per mobilità e cittadinanza, proprio dietro Atene, ma scivola al 36° posto per il trattamento fiscale. Il visto per residenza elettiva richiede almeno 31.000 euro di entrate l’anno, i tempi variano da sei a dodici mesi e per la cittadinanza servono dieci anni. Chi si trasferisce in un comune del Sud con meno di 30.000 abitanti può contare sulla flat tax del 7% sui redditi esteri, ma il giudizio sul fisco resta severo. Il Portogallo, spesso descritto come il paradiso dei pensionati, è solo quinto: sulla valutazione pesa la riforma della legge sulla nazionalità, che ha portato da cinque a dieci gli anni di residenza necessari per la cittadinanza (sette per i cittadini Ue e dei paesi di lingua portoghese). I curatori avvertono che lo studio è un punto di partenza, non un consiglio personale. Visti e regole fiscali cambiano spesso, e conviene verificarli prima di fare le valigie.
La classifica 2026
Questa la classifica completa per il 2026:
- Uruguay – 99,9
- Mauritius – 99,8
- Spagna – 99,6
- Costa Rica – 99,5
- Portogallo – 99,3
- Paraguay – 98,2
- Lettonia – 98,0
- Andorra – 97,8
- Italia – 97,2
- Grecia – 95,9
Fonte: globalcitizensolutions.com