I trattori a luce ultravioletta che mandano in pensione i pesticidi con due passaggi notturni a settimana

L’azienda statunitense TRIC Robotics ha portato nei campi di fragole californiani robot autonomi grandi quanto trattori, capaci di coprire più file alla volta e trattare le piante con luce UV-C durante la notte. Passano due volte a settimana, regolano le lampade seguendo le irregolarità del terreno e vengono controllati a distanza dall’azienda. Dietro non lasciano la consueta nuvola nebulizzata: per alcuni funghi e acari, il trattamento è una breve esposizione alla luce ultravioletta.

Il principio non è del tutto nuovo. Avevamo già raccontato di ICARO X4, il robot italiano sviluppato soprattutto per i vigneti. TRIC Robotics ha scelto le fragole, una coltura delicata e sottoposta a trattamenti frequenti, e ha allargato parecchio il telaio.

Dodici metri di lampade sopra le fragole

Il modello più grande si chiama Eden. È una piattaforma a tre ruote larga oltre 40 piedi, circa 12 metri, costruita nelle proporzioni delle normali irroratrici agricole. Le ali laterali e l’altezza delle lampade si regolano automaticamente per mantenere la dose prevista anche quando i solchi sono tutt’altro che lisci, come spesso accade nei campi veri e molto meno nelle animazioni promozionali.

Il robot Luna è più compatto, copre sei file e, secondo l’azienda, può servire una superficie compresa tra 50 e 100 acri, cioè tra circa 20 e 40 ettari. Può trasportare le lampade UV-C, telecamere per raccogliere dati sulle piante oppure aspiratori che rimuovono fisicamente gli insetti. Sono strumenti differenti: la luce agisce su alcuni patogeni e acari, l’aspiratore si occupa degli insetti. Nei video finisce spesso tutto dentro la comoda categoria dei “parassiti uccisi dai raggi”, ma un raggio non è un aspirapolvere.

Gli agricoltori non devono comprare la macchina. TRIC propone il trattamento come servizio, prepara il robot sull’appezzamento e ne gestisce le uscite notturne. L’azienda sostiene che il prezzo sia allineato a quello dei programmi convenzionali di controllo di malattie e infestazioni; non pubblica, però, dati economici sufficienti per confrontare nel dettaglio costi, risparmi e risultati delle singole aziende agricole.

Le prime piattaforme funzionavano a batteria. Nei campi mancavano spesso punti di ricarica e così i modelli attuali sono alimentati da un generatore diesel montato a bordo. La luce è del futuro, il generatore molto meno.

Perché i robot accendono le lampade al buio

trattori uv

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La luce UV-C impiegata nei trattamenti ha una lunghezza d’onda di circa 254 nanometri e danneggia il materiale genetico di funghi, batteri, virus e alcuni artropodi. Spararla sulle piante a qualsiasi ora, però, sarebbe poco efficiente e potrebbe richiedere dosi più alte.

Diversi microrganismi possiedono infatti meccanismi capaci di riparare una parte del danno provocato dagli ultravioletti quando vengono nuovamente esposti alla luce visibile. Il trattamento notturno lascia trascorrere alcune ore di buio e ostacola questa riparazione, chiamata fotoriattivazione. È questa la ragione scientifica del turno notturno, più precisa della generica idea che i patogeni siano semplicemente “più deboli quando dormono”.

I ricercatori dell’Agricultural Research Service del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense lavorano su questa tecnica dal 2011. Le prove sulle fragole hanno riguardato, tra gli altri, il fungo della muffa grigia, quello dell’oidio, diverse specie responsabili dell’antracnosi e il ragnetto rosso. L’applicazione notturna ha permesso di abbassare le dosi di UV-C necessarie senza osservare effetti negativi sulle piante nelle condizioni sperimentali studiate.

Il passaggio dai test di laboratorio ai campi ha dato risultati interessanti anche indipendentemente dai robot di TRIC. In uno studio pubblicato su Plant Health Progress, attrezzature UV-C trainate da trattori sono state sperimentate di notte in appezzamenti di fragole in California e Florida. Le applicazioni intorno a 200 joule per metro quadrato hanno contenuto l’oidio quanto, o meglio, dei programmi fungicidi settimanali utilizzati nelle prove. In Florida, due trattamenti alla settimana hanno ridotto di circa l’83% l’incidenza della malattia sui frutti rispetto alle parcelle non trattate.

Quello studio verificava il trattamento UV-C con specifiche dosi, varietà e condizioni ambientali. Non certificava le prestazioni commerciali dei robot TRIC, ma confermava che le lampade montate sopra le fragole poggiano su una base scientifica piuttosto più solida di un reel con la musica epica.

Quali pesticidi possono essere ridotti

TRIC Robotics presenta la tecnologia come un’alternativa priva di sostanze chimiche per il controllo di parassiti e malattie. La definizione va tenuta entro il raggio delle lampade. Gli UV-C possono ridurre o sostituire alcuni interventi fungicidi e acaricidi, anche se non eliminano erbe infestanti, malattie non sensibili al trattamento o tutti gli insetti che attraversano una coltivazione.

Per questo il sistema viene proposto all’interno della difesa integrata, insieme agli altri strumenti disponibili. Quando serve aspirare un insetto entra in funzione un accessorio diverso. Quando il bersaglio è un fungo sensibile alla luce UV-C, si accendono le lampade. Il robot porta entrambi, senza fingere che una tecnologia sola sappia fare qualsiasi cosa.

Lo sviluppo commerciale procede accanto alla ricerca. La National Science Foundation ha assegnato a TRIC Robotics 965.770 dollari attraverso un finanziamento SBIR di seconda fase dedicato proprio all’uso della luce ultravioletta contro i patogeni delle fragole. Il progetto è iniziato nel dicembre 2022 e la conclusione indicata dall’ente è prevista, in via stimata, per la fine del 2028.

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