Bastano 7 grammi di caffè per riempire una tazzina. Eppure quel piccolo quantitativo oggi ci costa, in media, tra 1,20 e 1,40 euro al bar, e il conto continua a salire. Lo racconta l’ultima analisi di Altroconsumo, che ha messo a confronto i prezzi dell’espresso in 19 città italiane tra il 2021 e il 2026, allargando lo sguardo anche al caffè che si compra al supermercato.
Su quest’ultimo fronte i dati dell’Istat parlano chiaro: tra il 2021 e la fine del 2025 il caffè al consumo è rincarato del 44%, con un +21% concentrato solo nell’ultimo anno rispetto al precedente. Un aumento ben più pesante di quello di molti altri prodotti alimentari, che si fa sentire sulla spesa di tutti i giorni.
A cosa è dovuto? Il caffè verde, quello ancora da tostare, sui mercati internazionali costa oggi più del doppio rispetto al 2021. Ma il prezzo che leggiamo sullo scaffale racconta solo in parte questa storia, perché prima di arrivare in casa nostra il caffè viene lavorato, confezionato e distribuito, e ogni passaggio pesa sul conto finale.
Espresso al bar: dove si paga di più
Altroconsumo ha confrontato i dati di giugno dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero con quelli degli anni precedenti. In tutte le 19 città analizzate l’espresso costa oggi più che nel 2021, ma le cifre e l’entità dei ritocchi cambiano molto da una città all’altra.
Bolzano è la più cara, con 1,51 euro, seguita da Pescara a 1,49. Più in basso Trieste (1,44) e Trento (1,41). All’estremo opposto c’è Catanzaro, la più economica con 1,08 euro, seguita da Aosta (1,12) e Roma, dove la tazzina costa 1,19 euro contro i 95 centesimi del 2021.
In gran parte delle città il rincaro rispetto a cinque anni fa va da 15 a 34 centesimi. Fanno eccezione Pescara, dove l’espresso è salito di quasi 50 centesimi, e Aosta, dove l’aumento si ferma a 7. La corsa non si è fermata nemmeno nell’ultimo anno: tra giugno 2025 e giugno 2026 la tazzina è rincarata di altri 3-8 centesimi nella maggior parte dei casi, mentre a Bari il prezzo è rimasto invariato.
A seguire i prezzi rilevati in tutte le città prese a campione.
@Altroconsumo
Perché il caffè è aumentato così tanto
Per capire i rincari bisogna guardare a cosa succede prima che il caffè arrivi nei negozi e nei bar. Secondo l’International Coffee Organization (ICO), nella stagione 2025/2026 i consumi mondiali raggiungono circa 181 milioni di sacchi da 60 chili di caffè verde. Il problema è che la produzione fatica a crescere allo stesso ritmo della domanda, e i raccolti dei grandi Paesi produttori, come Brasile e Vietnam, dipendono sempre più dal clima. Basta il timore di annate scarse perché le quotazioni internazionali salgano, mentre le operazioni sui mercati finanziari, basate sulle previsioni di raccolti e prezzi futuri, rendono tutto più instabile.
Ma il prezzo del chicco non basta a spiegare quello che paghiamo. Per un espresso servono circa 7 grammi di caffè macinato, quindi anche se la materia prima costa di più, l’effetto sulla tazzina si diluisce: quando ordiniamo un caffè al bar paghiamo soprattutto un servizio, ed è così che lo classifica anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel conto finale entrano il personale, l’affitto del locale, l’energia, le macchine e la loro manutenzione.
Dietro i rincari c’è dunque un insieme di fattori, che si fanno sentire sia al supermercato sia al banco del bar. E così quella che era una delle piccole abitudini più accessibili rischia di diventare, un centesimo alla volta, un piacere da concedersi con moderazione.
Fonte: Altroconsumo
