Il Friuli brucia: boschi in fiamme e abitazioni evacuate

Il fuoco, che nei giorni precedenti sembrava contenuto, ha guadagnato terreno. L’incendio che da giorni brucia il Monte Amariana, in Carnia (area montuosa del Friuli Venezia Giulia), non arretra: anzi, avanza. Tre elicotteri e un Canadair scaricano acqua senza sosta da giorni, ma il fronte delle fiamme continua a estendersi sempre più rapidamente verso valle, arrivando a minacciare da vicino case e infrastrutture.

Le autorità hanno disposto l’evacuazione cautelativa di Pissebus, frazione del comune di Tolmezzo (Udine). Nella notte le fiamme sono arrivate a circa 50 metri dalle prime abitazioni. È stata allestita una prima accoglienza nella palestra comunale, mentre cittadini e agricoltori sono intervenuti con autobotti e trattori a sostegno delle squadre di soccorso.

Il fronte del fuoco

Sul Monte Amariana operano due elicotteri del Servizio aereo regionale, un Canadair (CAN 12), un elicottero L-11 della Flotta aerea dello Stato e gli Air Tractor Fire Boss inviati dalla Slovenia, con ufficiali di collegamento a terra e una squadra droni. A terra, le operazioni sono coordinate dal DOS della stazione forestale di Paluzza, con i volontari di Protezione civile. Le linee elettriche ad alta e media tensione restano disattivate.

Altri fronti restano attivi in regione: il Monte Palavierte, sopra Illegio, sotto costante monitoraggio; il Monte Cozzarel a Chiusaforte, dove un elicottero coordinato dal DOS di Moggio Udinese opera con il supporto della squadra di Gemona del Friuli, e dove le operazioni proseguiranno domani mattina; il Monte Naiarda a Forni di Sotto e il Monte Nero, in Val Saisera, sopra Tarvisio, entrambi ripresi vigore nel pomeriggio di ieri, qui è previsto un sorvolo e il montaggio di un vascone per il pescaggio da parte dei pompieri volontari di Malborghetto.

Resta alta l’attenzione sul Monte Dobis, dove l’origine del rogo è probabilmente dolosa.

L’aria che si respira

Le raccomandazioni diramate dalla Regione riguardano 17 comuni ai cui cittadini è chiesto di limitare il tempo trascorso all’aperto, tenere chiuse porte e finestre, sospendere l’attività fisica intensa, indossare mascherine FFP2 o FFP3 se è indispensabile uscire, e prestare particolare attenzione a bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.

I dati confermano la gravità dell’inquinamento atmosferico: secondo le rilevazioni di Arpa Fvg con contaparticelle ottico, a Pissebus la concentrazione di PM10 ha toccato i 416-442 µg/m³ alle 7:39 di questa mattina, e a Illegio i 365 µg/m³ alle 11:00, valori ben oltre la soglia di riferimento di 1.000 particelle/litro (diametro superiore a 1,1 micrometri) che Arpa considera critica in caso di incendio. Anche i venti non aiutano: nella notte e nelle prime ore del mattino i fumi ristagnano a fondovalle, per poi disperdersi verso nord e nord-est con l’aumentare dell’irraggiamento solare.

I danni

Una settantina di capi di bestiame sono già stati messi in sicurezza. La Regione sta lavorando per garantire la continuità dell’alimentazione degli animali e per predisporre gli interventi sui danni subiti dalle aziende agricole. Sono stati inoltre attivati gli strumenti per accedere allo stato di emergenza nazionale e ai relativi fondi, mentre la Regione preannuncia misure di ristoro per i danni e sostegno alle attività economiche colpite. La situazione, avvertono le autorità, resta in evoluzione.

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