Il gelato più buono del mondo? Puoi assaggiarlo a Bruxelles (e ha il sapore di bosco e funghi porcini)

Un gelato al fiordilatte, aromatizzato con miele selvatico e pino scozzese, arricchito da un crumble di funghi porcini. Sembra la descrizione di un piatto da ristorante stellato, non di una coppetta: eppure è proprio questa la ricetta che si è appena aggiudicata il titolo di miglior gelato del mondo. A prepararla è Christian Wu, gelatiere della Gelateria Giotto di Bruxelles, che ha vinto il Gelato Festival World Masters (la finale mondiale della competizione più importante al mondo riservata ai singoli maestri gelatieri) con Il Bosco dei Cento Acri.

Alle spalle del vincitore 33 colleghi arrivati da 18 Paesi diversi, selezionati al termine di un percorso durato quattro anni e che ha coinvolto oltre 3.500 professionisti in tutto il mondo.

Un gelato che profuma di bosco

Il nome scelto da Wu, Il Bosco dei Cento Acri, è un omaggio dichiarato a Winnie the Pooh, costituito da una base di fiordilatte infuso con miele selvatico e pino scozzese, dal carattere balsamico, a cui ha aggiunto un crumble di funghi porcini, portatore di una nota umami che di rado ci si aspetterebbe in un dessert; a chiudere il cerchio, una variegatura al limone e miele, studiata per bilanciare la rotondità del latte con un po’ di acidità. La scheda ufficiale del festival descrive la combinazione quasi negli stessi termini: gelato infuso di miele e pino scozzese, crumble di porcini, salsa al limone e miele. Sulla carta l’abbinamento suona azzardato, che funzioni lo dimostra il verdetto della giuria, che ha premiato l’equilibrio tra le componenti, la precisione tecnica e, voce che nei concorsi di gelateria pesa quanto la ricetta, la capacità di raccontare una storia attraverso il gusto.

Chi è Christian Wu

Prima di questo titolo, ce n’era già stato un altro. Nel 2024 lo stesso Bosco dei Cento Acri gli era valso la vittoria alla selezione nazionale belga, che lo aveva qualificato per la finale europea del circuito. Alla Gelateria Giotto, però, il repertorio non si esaurisce nel gusto premiato. In vetrina si alternano un pistacchio di Sicilia senza aromi artificiali, una nocciola di Piemonte preparata con nocciole piemontesi, un fior di latte classico e una fragola di Wépion, omaggio al territorio belga, anche se il nome, come ha chiarito lo stesso Parlamento vallone, non gode di alcuna protezione geografica ufficiale.

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