Il Governo ha appena abolito il bollo per tutti i motocicli e per queste tipologie di auto

Il bollo sparisce per circa 14,5 milioni di veicoli. Dai bilanci pubblici, invece, non può evaporare. La bozza arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede per il 2027 l’esenzione sulle automobili fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e su tutti i motocicli, con un limite importante: ogni persona fisica potrà usufruirne per un solo veicolo regolarmente assicurato.

Giorgia Meloni ha presentato la misura come la cancellazione di “una delle tasse più odiate dagli italiani”. Il conto, nel frattempo, è già comparso: 2,2935 miliardi di euro di minori entrate. La bozza prevede di trasferire la stessa somma a Regioni e Province autonome. Manca però il passaggio immediatamente successivo: da quale voce del bilancio statale arriveranno quei soldi?

I 7,5 miliardi sono tutto il bollo, questa esenzione vale 2,3 miliardi

Nelle ultime settimane intorno al bollo era circolata una cifra compresa tra 6,5 e 7,5 miliardi di euro l’anno. Il numero ha una base reale, ma racconta un’altra cosa. Secondo l’Annuario statistico dell’ACI, nel 2024 la tassa automobilistica ha prodotto circa 7,5 miliardi di euro di gettito. È il valore dell’intera torta, non quello della fetta tagliata dal provvedimento.

L’esenzione contenuta nella bozza riguarda infatti le auto fino a 80 kW, tutti i motocicli e un solo mezzo per ciascuna persona fisica. Chi possiede due veicoli non smetterà automaticamente di pagare per entrambi. Le automobili più potenti resteranno fuori e, per ora, le disposizioni riguardano soltanto i versamenti in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

La stima specifica, dunque, esiste ed è molto più bassa del gettito complessivo: 2,2935 miliardi di euro. Non poco, certo. Ma neppure i 6 o 7 miliardi evocati parlando di abolizione totale.

Resta qualche nodo nei numeri diffusi. Le anticipazioni parlano contemporaneamente di “oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione” e di circa 14,5 milioni di veicoli complessivi, motocicli compresi. L’Annuario statistico ACI 2026 registra un parco di quasi 41,8 milioni di autovetture: il 70% sarebbe quindi una platea molto più ampia.

Le due percentuali potrebbero utilizzare denominatori differenti. Da una parte possono esserci i modelli compatibili con il limite di potenza; dall’altra le esenzioni effettivamente utilizzabili, dopo avere applicato il vincolo di un solo veicolo per persona fisica. Servirà il testo definitivo per capire come siano stati costruiti quei 14,5 milioni. Sommare anticipazioni diverse e sperare che tornino da sole sarebbe una forma piuttosto creativa di contabilità.

Il piccolo dettaglio: quei soldi vanno soprattutto alle Regioni

C’è poi una questione meno appariscente di un “bollo abolito”, ma decisamente più pesante. Nelle Regioni a statuto ordinario il gettito della tassa automobilistica spetta alle Regioni dal 1993; dal 1999 sono loro a occuparsi anche di accertamento, riscossione, recupero, sanzioni, rimborsi e contenzioso. Per le autonomie speciali il sistema cambia, con tributi propri e compartecipazioni differenti.

Il primo soggetto che vedrebbe sparire l’entrata, quindi, non è genericamente “lo Stato”: sono soprattutto i bilanci regionali. Ed è qui che l’annuncio incontra la contabilità.

La bozza affronta questo primo passaggio prevedendo, “allo scopo di concorrere all’adeguamento dei bilanci delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano”, un trasferimento complessivo di 2.293,5 milioni di euro per il 2027. La perdita stimata e la compensazione coincidono. Le Regioni, almeno sulla carta, riceverebbero dallo Stato ciò che non incasseranno più dagli automobilisti. Il miliardo perduto continua però a essere un miliardo perduto. Ha semplicemente cambiato indirizzo.

Il passaggio è ancora più curioso perché il sistema è stato appena riscritto. Il decreto legislativo 147 del 7 agosto 2026, ripubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre, contiene un’intera sezione dedicata alla tassa automobilistica, con nuove regole su riscossione, locazioni, veicoli ceduti, tariffe e agevolazioni. Dodici giorni dopo arriva una maxi-esenzione. Il bollo ha appena ricevuto una revisione normativa e già si prepara a perdere parecchi clienti.

La compensazione c’è, la copertura ancora no

Bisogna distinguere due caselle che sembrano uguali soltanto viste da lontano. La prima riguarda la compensazione: quanto riceveranno gli enti territoriali per le entrate perdute? La risposta contenuta nella bozza è 2,2935 miliardi. La seconda riguarda la copertura: da dove prenderà lo Stato quei 2,2935 miliardi? Nei documenti disponibili questa risposta ancora non compare.

Non possiamo quindi scrivere che arriverà una nuova tassa, che saranno tagliate determinate spese o che il costo verrà caricato su un’altra imposta. Sarebbe mettere la copertura prima della norma. Le possibilità contabili comprendono una riduzione di altre spese, l’utilizzo di maggiori entrate già acquisite, lo spostamento di stanziamenti oppure una modifica dei trasferimenti e delle compartecipazioni fiscali.

La regola è chiara. La Camera dei deputati ricorda che anche una riduzione delle entrate costituisce un onere finanziario: quando una norma fa incassare meno alla pubblica amministrazione, quella perdita deve essere quantificata e coperta. Lo stabilisce anche l’articolo 81 della Costituzione: ogni legge che comporta nuovi o maggiori oneri deve indicare i mezzi per farvi fronte.

Dal 2027, inoltre, il nuovo assetto del federalismo fiscale introduce per le Regioni a statuto ordinario una compartecipazione al gettito IRPEF e un meccanismo perequativo. Quella compartecipazione serve però a sostituire trasferimenti statali già previsti. Non è una scatola di denaro rimasta casualmente libera per il bollo. Se verrà modificata per assorbire anche questa operazione, dovrà essere scritto nella norma.

L’automobilista risparmia, il bilancio deve trovare i soldi

La misura, se confermata nel testo definitivo, produrrà un risparmio concreto per milioni di proprietari di auto e moto. La bozza ci permette anche di abbandonare i conti fatti prendendo l’intero gettito del bollo: l’operazione viene stimata in 2,2935 miliardi di euro per il 2027, con una compensazione dello stesso importo destinata agli enti territoriali.

Manca ancora l’ultima riga. Quella che indica il capitolo dal quale lo Stato prenderà le risorse necessarie per effettuare il trasferimento. L’automobilista vedrà una tassa in meno. Le Regioni dovrebbero ricevere una compensazione. Il bilancio statale, invece, dovrà trovare 2,3 miliardi. Il bollo può sparire dal portafoglio di 14,5 milioni di proprietari; dai conti pubblici, come prevedibile, un po’ meno.

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