Ha un nome rassicurante, dura meno degli altri e sembra la via di mezzo ideale fra il lavaggio energico e quello per i capi fragili. Così il programma Sintetici (Easy Care su molte macchine, Permanent Press sui modelli americani) diventa la scelta automatica di parecchie famiglie. Peccato che sia pensato per una categoria precisa di tessuti, e soltanto per quella.
Per cosa è nato davvero
A spiegarlo è Kelly Moore, fondatrice dell’impresa di pulizie Cleaning With Meaning, intervistata dal magazine americano Apartment Therapy. Rispetto al programma Cotone, il ciclo usa temperature più basse, una centrifuga più lenta e movimenti del cestello più morbidi. Va bene per fibre sintetiche, tessuti misti e capi che si sgualciscono facilmente: camicie, bluse, maglie in poliestere.
Il cotone vuole altro
Il guaio arriva quando finisce dentro tutto il cesto. Asciugamani, lenzuola, jeans e t-shirt di cotone chiedono l’esatto contrario, cioè un ciclo più lungo e più caldo, con un’azione meccanica in grado di staccare lo sporco dalle fibre spesse. Chi vuole risparmiare energia, suggerisce Moore, può abbassare di un gradino la temperatura del Cotone, senza cambiare programma.
Gentile sì, ma non abbastanza
L’equivoco opposto riguarda i capi più fragili. Il nome suona gentile, ma per seta, pizzo, lingerie e maglieria esiste il ciclo Delicati, con calore e movimento ridotti al minimo; per lana e seta c’è anche il Lavaggio a mano. Un sacchetto a rete e un detersivo delicato fanno il resto.
Nel dubbio, Eco
Sbagliare, ricorda l’esperta, ha un prezzo: i delicati lavati come il cotone si restringono o si deformano, i sintetici trattati male si rovinano prima e rilasciano più microplastiche. Nel dubbio, il suo consiglio è il programma Eco con un detersivo delicato. Più lento, certo, ma difficile che sbagli.
Fonte: apartmenttherapy.com