Una mattinata come tante si è trasformata in una tragedia sfiorata nel cuore del Parco dell’Appia Antica a Roma, dove un cucciolo di volpe è scampato miracolosamente a una morte atroce. Un runner che stava compiendo il suo consueto allenamento mattutino ha notato un gruppetto di giovani armeggiare sospettamente con una corda attorno a un corpo che si dimenava. Avvicinandosi per capire cosa stesse accadendo, l’uomo si è trovato di fronte a una scena di inaudita violenza: i ragazzi avevano già stretto il cappio attorno al collo dell’animale e si apprestavano a issarlo al ramo di un albero per impiccarlo.
Senza esitare un istante, il cittadino ha iniziato a urlare contro gli aggressori, minacciando di chiamare immediatamente le forze dell’ordine. Messo alle strette, il branco si è dato alla fuga precipitosa, abbandonando sul terreno la corda e la piccola volpe ormai tramortita ma viva. Raccogliendo con delicatezza la bestiola e inserendola all’interno di una scatola protettiva, l’uomo l’ha trasportata d’urgenza al Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Villa Borghese, strappandola a un destino segnato.
Le condizioni di salute dell’animale
Presa in consegna dai professionisti della struttura, la piccola volpe di pochi mesi ha dovuto fare i conti con un profondo trauma psicologico, oltre che con una debilitazione fisica aggravata da un principio di rogna. Ester Gianfelici, responsabile del centro, ha confermato che l’animale è stato sottoposto a mirate terapie antibiotiche e antiparassitarie, oltre a essere costantemente idratato e nutrito in un rifugio protetto per superare lo shock.
Il cucciolo – ancora in condizioni critiche – è arrivato nella struttura con un cappio molto stretto intorno al collo e viene curato con una terapia anche per la rogna sarcoptica, una patologia che lo aveva reso particolarmente debilitato facilitando la cattura. Non appena il pelo sarà ricresciuto completamente, l’esemplare verrà restituito al suo habitat naturale, verosimilmente all’interno dell’area protetta dell’Oasi Lipu di Castel di Guido.
La ferma condanna per il reato
Questo animale non è una creatura qualunque, bensì il simbolo del Parco Regionale dell’Appia Antica e parte essenziale di quell’equilibrio naturale da tutelare. Anche per questo l’episodio ha scatenato un’ondata di sdegno e una durissima condanna unanime da parte delle istituzioni e dei cittadini. Patrizia Prestipino, garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale, ha stigmatizzato con forza la gravità inaudita dell’atto, respingendo con forza l’idea che si tratti di una semplice “ragazzata”.
Prestipino auspica l’applicazione severa ed esemplare delle pene previste dalla legge Brambilla – che riconosce gli animali come esseri senzienti punendo il reato di uccisione con crudeltà fino a quattro anni di reclusione e multe pesanti. Le autorità giudiziarie competenti hanno prontamente avviato tutte le indagini necessarie per identificare i responsabili di questo vile gesto, affinché simili atrocità non rimangano impunite. Nel frattempo, l’intero centro e tutti noi non possiamo fare altro che fare il tifo per la guarigione di questo cucciolo.