Abbiamo percorso in bici il giro del Lago di Ceresole Reale dove le montagne del Parco del Gran Paradiso si specchiano nelle acque blu

C’è un angolo di Piemonte dove il tempo sembra essersi fermato, racchiuso nell’abbraccio maestoso delle cime che si riflettono come specchi tersi. A circa un’ora e mezzo da Torino percorrendo la Valle Orco si arriva a Ceresole Reale, perla alpina incastonata a 1582 metri di altitudine nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Qui si trova il Lago di Ceresole Reale, caratterizzato da una pista ciclopedonale ad anello lunga 7.5 chilometri e facilmente percorribile a piedi o in bici.

Ceresole 1

@RebeccaManzi/GreenMe

Noi abbiamo optato per le due ruote, pronti a goderci ogni singolo scorcio in sella alle nostre mountain bike. Parcheggiato il camper in uno degli spiazzi a bordo strada (ma ci sono anche diversi parcheggi a pagamento comodamente affacciati sulla pista ciclopedonale), abbiamo inforcato le nostre bici imboccando il sentiero sterrato che costeggia il bacino artificiale e che attraversa numerose aree picnic e pareti di roccia per arrampicata.

Ceresole 2

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Purtroppo i cambiamenti climatici si sono fatti sentire anche qui e il lago era parecchio in secca, sintomo evidente delle scarsissime piogge degli ultimi mesi. Un dettaglio non da poco che però non ha intaccato la bellezza di questo luogo unico.

Ceresole 3

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Pedalando sull’imponente diga verso la centrale

Tra leggeri saliscendi, prati rigogliosi e panorami mozzafiato sulle montagne che si specchiano nell’acqua blu, abbiamo pedalato fino a raggiungere la imponente diga, inaugurata nel 1931 alla presenza del principe Umberto di Savoia dopo la sommersione della vecchia conca. Percorrere in bici i suoi 300 metri di lunghezza regala un brivido unico e una vista vertiginosa sull’invaso che alimenta la centrale idroelettrica di Rosone, unendo la bellezza selvaggia della natura alla storia industriale della Valle Orco.

Ceresole 4

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Lasciata alle spalle la diga, la nostra esplorazione su due ruote è proseguita lungo il versante opposto, dove la strada si fa asfaltata e completamente immersa nell’ombra di grandi conifere fino ad arrivare alla centrale Villa dell’Iren. Poco più avanti abbiamo scorto il nostro camper parcheggiato: siamo arrivati alla fine del percorso ad anello tra la bellezza selvaggia della natura e la storia industriale della Valle Orco.

Ceresole 5

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I sentieri e le vette che si aprono intorno a Ceresole Reale

Oltre alla pista ciclopedonale, questa zona fresca e suggestiva, è un vero paradiso per gli amanti della montagna grazie a una rete infinita di sentieri che si diramano in ogni direzione alla scoperta di panorami mozzafiato. Dalle sponde del lago e dai boschi circostanti partono tracciati celebri che conducono nel cuore selvaggio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, regno incontrastato di camosci, stambecchi, aquile e marmotte.

Ceresole 6

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Tra le mete più ambite spiccano il sentiero che sale al Lago di Dres a 2087 metri sotto le cime delle Levanne, l’itinerario verso i Laghi Bellagarda o la camminata che porta al Rifugio Guglielmo Jervis a quota 2250 metri. Per chi desidera spingersi oltre, la strada che sale da Ceresole conduce fino ai 2612 metri del Colle del Nivolet, un valico alpino spettacolare e privo di inquinamento luminoso, perfetto anche per ammirare il cielo stellato.

Il gran finale e la sosta alla magnifica Cascata di Noasca

Completato l’anello attorno al lago e rientrati al punto di partenza, la nostra giornata di esplorazione non poteva che concludersi con un’ultima imperdibile meraviglia lungo la strada del ritorno. Fermandoci prima al suo cospetto e poi nei pressi della caratteristica chiesetta di Noasca, abbiamo ammirato da una prospettiva privilegiata la magnifica Cascata di Noasca, con il suo salto fragoroso di 32 metri che si getta tra le rocce e le case in pietra del borgo.

Noasca 1

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Noi abbiamo preferito contemplare questo spettacolo dal basso, ma per chi desidera un’esperienza ancora più immersiva, da lì parte un sentiero escursionistico che sale ripido nel bosco, attraversa una grotta nella roccia e permette di camminare letteralmente dietro alla cascata. La nostra avventura tra i monti piemontesi è finita ed è tempo di tornare a casa ma questa giornata ci ha regalato un senso di pace profonda e libertà autentica che difficilmente dimenticheremo.

Noasca 2

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