Il grido parte, le corde si tendono e un castello da circa 400 tonnellate si muove davvero. Poco, naturalmente: centimetro dopo centimetro. A Hirosaki, nel nord del Giappone, centinaia di persone alla volta hanno partecipato al ritorno della torre principale del castello verso il punto in cui sorgeva prima dei lavori alle mura. Dal 22 al 26 agosto l’edificio ha percorso così 3,64 metri a forza di braccia, secondo l’ultimo bilancio pubblicato dal Comune di Hirosaki.
Le prime cronache dell’evento si erano fermate al primo fine settimana, quando circa 1.800 partecipanti avevano già trascinato la struttura per oltre due metri. Il conto successivo del Comune porta il movimento manuale a 364 centimetri in cinque giorni e corregge anche il peso indicativo della torre verso l’alto: circa 400 tonnellate. Non esattamente il mobile che si sposta per passare l’aspirapolvere.
©Comune di Hirosaki
Perché un castello intero deve fare 78 metri
La torre non stava partecipando a una gigantesca rievocazione storica. Il viaggio era cominciato nel 2015, quando il tenshu, cioè la torre principale fortificata, era stato spostato dal suo basamento per permettere il restauro delle mura in pietra sottostanti. Smontarlo pezzo per pezzo avrebbe significato intervenire molto più pesantemente su un edificio classificato come bene culturale importante. Si è quindi scelta la tecnica dello hikiya: l’edificio rimane intero, viene sollevato, appoggiato su un sistema di rulli e rotaie e fatto scorrere lentamente.
Undici anni dopo è iniziato il viaggio inverso. Il piano del Comune prevede uno spostamento complessivo di circa 78 metri fino al vecchio basamento. La parte affidata alle corde e ai visitatori è soprattutto simbolica: gran parte del tragitto viene effettuata con il sistema meccanico previsto dal cantiere. A luglio la torre aveva già iniziato a muoversi verso est, con sollevamenti, rotazioni e traslazioni eseguiti in più fasi.
Per qualche giorno, però, il cantiere è diventato un affare collettivo. Il Comune ha organizzato l’evento “Hippare! Keppare! Hirosaki-jō”, più o meno “Tira! Forza! Castello di Hirosaki”, permettendo ai partecipanti di afferrare le lunghe corde e contribuire direttamente al movimento. Le richieste erano state così numerose che già a giugno, per circa 1.200 posti inizialmente previsti nelle giornate del 22 e 23 agosto, erano arrivate 5.514 candidature.
Un edificio di oltre due secoli spostato senza smontarlo
Il dettaglio che rende tutta la scena qualcosa di più di una curiosità da video virale è l’edificio attaccato all’altro capo della corda. Il Castello di Hirosaki fu completato nel 1611. La torre originaria, a cinque piani, bruciò nel 1627 dopo essere stata colpita da un fulmine; quella che viene spostata oggi fu costruita nel 1810 ed è una struttura a tre piani. Il Comune di Hirosaki la indica tra le appena 12 torri di castello storiche ancora esistenti in Giappone e la struttura è tutelata come importante bene culturale nazionale.
È sopravvissuta mentre gran parte dei castelli giapponesi veniva smantellata dopo la fine del governo samurai o distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Nella regione nord-orientale del Tohoku, ricorda anche l’Ente nazionale del turismo giapponese, Hirosaki conserva l’unica torre di castello risalente al periodo Edo.
Il restauro delle mura ha richiesto anni e il ritorno della torre non conclude ancora i lavori. Dopo il riposizionamento sono previsti ulteriori interventi di conservazione e adeguamento antisismico; il Comune indica attualmente il 2032 come termine previsto per l’intero programma sulla torre. Dal 2028, durante alcune fasi del restauro, l’edificio dovrebbe persino scomparire temporaneamente alla vista dietro una struttura di protezione.
Per adesso il Castello di Hirosaki continua quindi il suo lentissimo viaggio. Macchinari, rotaie, martinetti e ingegneria fanno quasi tutto il lavoro pesante. Per 3,64 metri, però, la città ha potuto mettere le mani sulla corda. Un modo decisamente letterale di riportarsi a casa un pezzo di storia.
