La natura incontaminata del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è stata ferita nel pomeriggio del 10 settembre. Intorno alle 18:00, un violento incendio boschivo è divampato sull’isola di Santa Maria, spinto rapidamente dal vento fino a raggiungere la costa e bagnare il mare con i detriti della combustione. Il bilancio provvisorio tracciato dalle autorità parla di circa cinque ettari di fitta vegetazione mediterranea letteralmente cancellati dalle fiamme, in un’area caratterizzata da un ecosistema fragile e privo di vie di comunicazione stradali.
@Corpo Forestale
La complessa macchina dei soccorsi
La conformazione impervia del territorio ha reso indispensabile un imponente e rischioso dispiegamento di forze coordinato dalla sala operativa dell’ispettorato forestale di Tempio e diretto sul campo da Giannicola Zuccarelli. Per domare il fronte del fuoco si sono alzati in volo tre elicotteri regionali, un Super Puma, un velivolo leggero proveniente dalla base di Anela e ben due Canadair. In contemporanea, una squadra dei Vigili del fuoco è stata sbarcata direttamente via mare grazie a una motovedetta della Guardia Costiera, affiancata da ulteriori unità navali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale partite da Palau per gestire eventuali emergenze.
L’allarme del sindaco e le evacuazioni
Il primo cittadino Fabio Lai ha coordinato le operazioni di protezione civile sul posto, definendo altissimo il danno ambientale subìto dall’isola. Davanti al rapido propagarsi del rogo, alcune persone hanno scelto di abbandonare autonomamente le proprie abitazioni, sebbene le fiamme non abbiano fortunatamente raggiunto gli edifici. Per garantire la sicurezza dell’area, il sindaco ha inoltre requisito alcuni mezzi privati, imbarcando i barracelli e i volontari della protezione civile per supportare le operazioni di contenimento e spegnimento.
Le indagini sulle cause del rogo
Mentre proseguono le delicate e laboriose operazioni di bonifica delle aree colpite, gli investigatori del corpo forestale hanno avviato gli accertamenti per risalire all’origine del disastro. Il punto di insorgenza delle fiamme è stato individuato nelle vicinanze di alcune abitazioni, lasciando aperte ipotesi legate a una condotta imprudente da parte di persone presenti nella zona. L’attenzione resta massima per scongiurare nuovi focolai e tutelare ciò che resta di uno dei paesaggi più preziosi del nord della Sardegna.
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— Gallura Oggi (@galluraoggi) September 10, 2026
