Nuove regole INPS per la malattia: il certificato medico ora può diventare retroattivo, cosa cambia da settembre

In un contesto sanitario segnato dalla progressiva carenza dei medici di medicina generale e da carichi di lavoro sempre più complessi, l’INPS ha introdotto una novità fondamentale per la tutela dei lavoratori dipendenti. Attraverso una recente circolare emanata con il parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ente previdenziale ha stabilito che la copertura economica per malattia può decorrere dal giorno immediatamente precedente a quello di rilascio del certificato, anche quando la valutazione clinica avviene tramite visita ambulatoriale. In passato, infatti, questa possibilità era riservata in via esclusiva alle visite domiciliari, penalizzando chi, pur avendo contattato tempestivamente il proprio medico, veniva ricevuto nello studio il giorno successivo a causa della gestione degli accessi programmati.

Le condizioni per la copertura e le eccezioni del weekend

Nonostante l’apertura, la misura non rappresenta una retrodatazione libera della certificazione. Affinché la giornata precedente sia riconosciuta ai fini indennitari, il medico deve valorizzare nello specifico campo del documento informatico la voce che attesta l’inizio dello stato patologico dal giorno antecedente. La tutela non si applica se la richiesta arretrata supera le ventiquattro ore: un certificato redatto il giovedì, ad esempio, non potrà mai coprire le giornate di lunedì o martedì. Esiste inoltre un’eccezione tassativa che riguarda il calendario: il beneficio decade se il giorno precedente alla visita cade di sabato, domenica o in un festivo infrasettimanale. In questi casi la normativa impone infatti al lavoratore di fare riferimento al servizio di continuità assistenziale.

L’impatto sul periodo di carenza e la gestione delle assenze

Il nuovo orientamento dell’INPS non altera il principio generale secondo cui l’evento di malattia parte ufficialmente dalla data di redazione stilata dal medico, né elimina il meccanismo della carenza dei primi tre giorni, periodo durante il quale l’indennità economica segue le specifiche regole previdenziali e contrattuali.

L’estensione alla visita in studio serve a determinare in modo equo l’inizio del periodo assistibile senza penalizzare la retribuzione del dipendente. Restano fermi gli obblighi del lavoratore di avvisare tempestivamente il proprio datore di lavoro per giustificare l’assenza e di sottoporsi ad eventuale visita medica di controllo, oltre alla corretta applicazione delle norme nei casi di continuazione o ricaduta della patologia.

Fonte: Portale Inps

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