Insalata contaminata, primi due morti negli Usa: il maxi focolaio di ciclosporiasi supera gli 11mila casi

Ve ne avevamo già parlato in un precedente articolo: negli Stati Uniti è in corso il più grande focolaio di ciclosporiasi mai registrato nel Paese, un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora. Ora arrivano purtroppo i primi tragici sviluppi: due persone sono morte in Michigan e, secondo le autorità sanitarie, i decessi sarebbero collegati alla malattia contratta dopo aver consumato alimenti contaminati.

Sebbene la ciclosporiasi sia generalmente considerata un’infezione che raramente mette in pericolo la vita, questo caso dimostra come possa diventare estremamente pericolosa per le persone più fragili.

A dare notizia dei decessi è stato il Dipartimento della Salute del Michigan. Le due vittime presentavano entrambe gravi patologie pregresse che, secondo la documentazione medica, potrebbero essere state aggravate dall’infezione e dalla forte disidratazione provocata dalla diarrea, il sintomo più tipico della ciclosporiasi.

Si tratta dei primi decessi noti collegati all’attuale epidemia, che continua a espandersi negli Stati Uniti e che rappresenta ormai uno dei più grandi focolai di malattie trasmesse dagli alimenti nella storia recente del Paese.

Leggi anche: Epidemia di diarrea esplosiva per il parassita Cyclospora negli Usa: è davvero colpa dell’insalata in busta?

Il focolaio è stato collegato all’insalata iceberg

Le indagini della Food and Drug Administration (FDA) hanno individuato un importante collegamento con l’insalata iceberg proveniente dalle coltivazioni messicane di Taylor Farms e servita in alcuni ristoranti della catena Taco Bell.

L’azienda ha già richiamato i prodotti coinvolti, ma gli investigatori precisano che la lattuga iceberg non spiega tutti i casi registrati. Gli epidemiologi sospettano infatti che possano esserci più fonti di contaminazione ancora non identificate e non è stato confermato se le due persone decedute abbiano contratto l’infezione proprio attraverso quell’insalata.

Come ha spiegato Susan Ringler Cerniglia, portavoce del Dipartimento della Salute della contea di Washtenaw:

Abbiamo un alimento chiaramente implicato, ma non spiega tutto.

Il Michigan è lo Stato più colpito dall’epidemia. Secondo gli ultimi dati ufficiali, sono stati registrati 11.234 casi, con un aumento di 461 infezioni in pochi giorni, mentre 193 persone sono state ricoverate in ospedale.

A livello nazionale, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) riportavano al 28 luglio 6.707 casi confermati in laboratorio, oltre a più di 11.500 casi sospetti ancora in fase di accertamento. La differenza tra i dati statali e quelli federali dipende dal fatto che il CDC conteggia soltanto le diagnosi confermate tramite test di laboratorio.

Perché è così difficile fermare l’epidemia

Gli esperti spiegano che la Cyclospora è molto più complicata da tracciare rispetto ai comuni batteri responsabili delle infezioni alimentari.

A differenza di altri patogeni, infatti, il parassita non può essere facilmente coltivato in laboratorio né analizzato attraverso il sequenziamento genetico per collegare rapidamente i diversi casi. Questo rende molto più complesso ricostruire la catena dei contagi e individuare con certezza tutti gli alimenti responsabili.

Secondo il professor Paul Bollyky, esperto di malattie infettive della Stanford Medicine, anche la riduzione del personale e dei finanziamenti alle agenzie sanitarie statunitensi rischia di rallentare ulteriormente le indagini e il contenimento del focolaio.

Cos’è la ciclosporiasi e quali sintomi provoca

La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis, che si trasmette principalmente attraverso il consumo di frutta e verdura contaminate.

I sintomi più comuni comprendono: diarrea acquosa e persistente, forti crampi addominali, nausea, perdita di appetito, stanchezza e perdita di peso.

Nella maggior parte delle persone sane la malattia regredisce con le cure appropriate, ma nei soggetti anziani, immunodepressi o con altre patologie può provocare una grave disidratazione e complicanze anche molto serie, come dimostrano purtroppo i primi due decessi registrati negli Stati Uniti.

Le autorità sanitarie americane continuano intanto a indagare per individuare eventuali altre fonti di contaminazione e contenere un’epidemia che, almeno per il momento, non può ancora essere considerata conclusa.

Fonte: Reuters

Leggi tutto