Una minaccia dai riflessi violacei ha trasformato un tranquillo inizio di agosto in un incubo per migliaia di bagnanti affollati sulle coste settentrionali della Spagna. Le celebri spiagge di Ondarreta, La Concha e Zurriola, perle turistiche della città di San Sebastian, si sono ritrovate improvvisamente invase da una flotta galleggiante di Caravelle Portoghesi.
La presenza massiccia di questi organismi, spinti a riva da potenti correnti marine e venti anomali, ha costretto i bagnini ad alzare la bandiera rossa e chiudere temporaneamente l’accesso al mare. In un solo giorno si sono registrate oltre 120 punture dolorose, facendo schizzare il bilancio a centinaia di interventi di soccorso lungo tutta la costa cantabrica, coinvolgendo anche i vicini comuni baschi di Zarautz, Getaria e Mutriku.
Portuguese man-of-war invasion on Zurriola Beach, San Sebastián pic.twitter.com/Kom1csOaf9
— DARRY (@darry_aX) August 6, 2026
Anatomia della Physalia physalis: la colonia galleggiante letale
Sebbene nell’immaginario comune venga scambiata per una gigantesca medusa, la Physalia physalis è in realtà un sifonoforo, ovvero un complesso idrozoo coloniale composto da quattro individui differenti che cooperano per la sopravvivenza. La parte visibile in superficie è lo pneumatoforo, una sacca galleggiante ripiena di gas che funge da vera e propria vela naturale.
Il pericolo reale scivola però sott’acqua: i dactilozoidi, ovvero i tentacoli cacciatori, possono estendersi fino a 30 metri di lunghezza e sono impregnati di potente veleno neurotossico e cardiotossico. Un recente studio pubblicato nel novembre 2024 sulla rivista scientifica Drosophila Model ha confermato che la tossicità di questo liquido urticante è potenzialmente mortale per l’uomo, posizionando la specie tra gli esseri più velenosi dell’intero pianeta marino.
Cosa fare in caso di contatto e le regole di primo soccorso
Soffrire l’attacco di questo organismo provoca un dolore bruciante immediato, reazioni cutanee violente e, nei casi più gravi, sintomi sistemici come nausea, vertigini o shock anafilattico. Gli esperti del servizio sanitario ricordano che le trappole velenose rimangono attive anche quando l’animale è spiaggiato e morto. In caso di contatto accidentale, il protocollo di emergenza impone di uscire dall’acqua senza agitarsi e di sciacquare l’area colpita esclusivamente con acqua di mare, evitando assolutamente l’acqua dolce che attiverebbe le tossine residue. I frammenti di tentacolo vanno rimossi usando una pinzetta sterile e mai a mani nude, applicando successivamente ghiaccio protetto per abbassare la temperatura della pelle prima di correre al posto di guardia medica.
Un fenomeno ricorrente spinto dal cambiamento delle correnti
Le invasioni di Caravelle Portoghesi nel Mar Cantabrico non rappresentano un evento del tutto sconosciuto, ma la frequenza e l’intensità delle loro apparizioni estive sono in costante aumento rispetto alle stagioni del 2024 e 2025. Sebbene l’habitat ideale di questi animali sia rappresentato dalle acque tropicali e dalle distese dell’Oceano Atlantico, numerosi avvistamenti vengono segnalati ogni anno anche all’interno del Mar Mediterraneo, compresi i bacini che bagnano le coste italiane. Finché i venti di aliseo e le variazioni termiche continueranno a spingere i banchi verso la riva, la sorveglianza delle spiagge dovrà rimanere massima per evitare che una giornata di vacanza si trasformi in una corsa in ospedale.