Azzurri leggendari agli Europei: primi nel medagliere dell’atletica e secondi nel nuoto (e Manila Esposito vince l’oro nella ginnastica)

Esiste un’Italia capace di dominare la scena continentale e dimostrare che lo sport azzurro non vive di solo calcio. L’estate del 2026 si chiude con una pagina d’antologia: una sequenza di trionfi, storie di riscatto e imprese memorabili che nell’atletica leggera, negli sport acquatici e nella ginnastica artistica hanno incoronato i nostri atleti ai vertici assoluti d’Europa.

Atletica da sogno a Birmingham: primo posto nel medagliere e trionfo 4×400

L’apoteosi per la nazionale italiana di atletica si è compiuta a Birmingham, dove la spedizione azzurra guidata dal direttore tecnico Antonio La Torre ha chiuso al primo posto nel medagliere finale, battendo i padroni di casa della Gran Bretagna. Il bottino complessivo parla di 22 medaglie: 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi.

A far scattare la festa è stata una chiusura di giornata da batticuore. Prima Larissa Iapichino si è assicurata il suo primo oro internazionale nel salto in lungo piazzando al primissimo tentativo un balzo vincente da 7,00 metri, difeso per un solo centimetro sulla britannica Jazmin Sawyers (6,99 metri) e due sulla francese Hilary Kpatcha (6,98 metri).

Poi, nell’ultima entusiasmante gara della manifestazione, la staffetta 4×400 maschile composta da Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati ha sconfitto i padroni di casa per tre centesimi di secondo al fotofinish, regalando all’Italia il sorpasso decisivo in classifica per 10 ori a 9.

Una giornata storica arricchita anche dal bronzo della 4×400 femminile (Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione, Eloisa Coiro), dall’argento di Pietro Riva nella maratona e dall’argento a squadre femminile con Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis, oltre ai successi di Andy Diaz nel salto triplo.

Nuoto a Parigi: record di podi e la regina Simona Quadarella

A Parigi, agli Europei degli sport acquatici, l’Italia si è piazzata al secondo posto nel medagliere dietro alla Gran Bretagna per un solo oro di scarto (14 contro 13), risultando però la nazione prima per numero totale di medaglie con uno straordinario bottino di 43 podi (13 ori, 15 argenti, 15 bronzi).

La copertina va a Simona Quadarella, capace di conquistare la sua terza medaglia d’oro nel torneo grazie a una travolgente rimonta nei 400 metri stile libero, completando così per la terza volta in carriera la tripletta continentale con i titoli già vinti negli 800 e nei 1500 metri stile libero.

Non sono mancate le beffe per un solo centesimo di secondo nelle gare dei 50 rana per Benedetta Pilato e dei 100 dorso per Thomas Ceccon, né il rammarico per gli argenti nelle staffette 4×100 mista con Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi, Emma Virginia Menicucci al femminile e Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti, Carlos D’Ambrosio al maschile. Il settore dei tuffi ha invece svettato al primo posto per nazioni con 5 ori, mentre il resto dei podi si è diviso tra nuoto di fondo e nuoto artistico.

La risposta di Manila Esposito: dall’odio social all’oro a Zagabria

Ma queste competizioni segnano anche il riscatto per un’atleta bersagliata dagli haters. A Zagabria, l’Italia della ginnastica artistica ha infatti celebrato un’altra storia di enorme valore simbolico e sportivo. Alla vigilia dei Campionati Europei, la diciannovenne Manila Esposito – già doppia medagliata agli Olimpici di Parigi 2024 – era stata ingiustamente presa di mira sui social network con pesanti attacchi di body shaming sul suo aspetto fisico.

L’atleta campana ha risposto nell’unico modo che conosce: sul campo di gara laureandosi campionessa d’Europa nel corpo libero. Con il punteggio di 13.700 ha battuto la favorita russa Angelina Melnikova e ha coronato la spedizione azzurra della ginnastica, chiusa al secondo posto con un oro, i due argenti di Manila Esposito alla trave e Elisa Iorio alle parallele, e il bronzo di Giulia Perotti sugli staggi.

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