Kasia Smutniak presenta “Mustang”, il docufilm sul viaggio con Pietro Taricone (e la scuola in Nepal costruita in sua memoria)

Ci sono legami e promesse che riescono a sfidare il tempo, la distanza e perfino la morte. In occasione della 21° edizione della Festa del Cinema di Roma, l’attrice e regista Kasia Smutniak presenta in concorso nella sezione Progressive Cinema il suo secondo film documentario intitolato Mustang. L’opera, che arriverà nelle sale italiane a novembre 2026 distribuita da Fandango Distribuzione, si propone anche per il premio al Miglior documentario, confermando il talento narrativo dell’autrice dopo il successo di Mur, vincitore del Nastro d’Argento 2024.

Un viaggio lungo oltre vent’anni tra la memoria e l’Himalaya

Prodotto da Domenico Procacci, Laura Paolucci e dalla stessa regista per Fandango in associazione con Luce Cinecittà, con il contributo dell’Associazione Pietro Taricone e il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana, il lungometraggio della durata di 105 minuti racconta una storia familiare che si trasforma in un abbraccio collettivo.

Tutto ha inizio nel lontano 2003, quando Kasia Smutniak e Pietro Taricone, giovani e innamorati, decidono di intraprendere una spedizione zaino in spalla e telecamera alla mano nel Mustang, una delle regioni più impervie e remote del Nepal, situata ai confini con il Tibet. In un territorio affascinante e privo di strade, dominato dalla cultura tibetana, la coppia rimane profondamente colpita dalle precarie condizioni di vita della popolazione locale.

Prima di tornare in Italia, i due si scambiano un impegno solenne: fare qualcosa di concreto per aiutare i bambini del posto a preservare la propria identità culturale. L’improvvisa e tragica scomparsa di Pietro Taricone nel 2010, avvenuta a causa di un incidente in paracadute, sembra spezzare quel sogno comune, ma la promessa rimane viva nel cuore dell’artista.

La voce di Sophie Taricone e la nascita della scuola nel Mustang

A riannodare i fili della memoria e dell’affetto è la figlia della coppia, Sophie Taricone, nata nel 2004. Nel documentario la ragazza fa da voce narrante, riscoprendo con la sensibilità dell’adolescenza i filmati amatoriali girati dai genitori nel 2003 e le immagini dei viaggi compiuti con la madre da bambina. Attraverso il suo racconto, le sequenze private di due giovani felici e ignari del futuro dialogano con il presente, mostrando come l’eredità morale di un padre mai dimenticato possa trasformarsi in un progetto di vita e di speranza.

Il punto di svolta decisivo del percorso avviene grazie all’incontro con Kunzom Thakuri, una donna del luogo. Insieme a lei prende forma la realizzazione della Ghami Solar School, una struttura scolastica inaugurata nel 2016 che garantisce l’istruzione ai minori dell’Himalaya senza costringerli ad abbandonare le proprie famiglie. La promessa iniziale trova così compimento: il ricordo individuale smette di essere pura nostalgia per farsi gesto concreto e solidale, dimostrando come l’amore verso chi non c’è più possa continuare a generare futuro.

La filosofia del Samsara e la rinascita attraverso l’arte

Sotto il profilo tecnico ed estetico, il film avvincente si avvale della sceneggiatura scritta da Kasia Smutniak con Marella Bombini, della fotografia firmata da Paolo Pisacane, del montaggio curato da Ilaria Fraioli e delle evocative musiche composte da Lorenzo Tomio, con la produzione esecutiva di Eleonora Savi e il montaggio del suono di Gianfranco Marongiu. Il cuore filosofico dell’opera ruota attorno al concetto buddhista di Samsara, inteso come il ciclo continuo di trasformazione, vita, morte e rinascita.

Nel corso della presentazione ufficiale a Roma, la regista ha sintetizzato l’essenza di un lavoro durato 7 anni e alimentato da oltre 20 anni di vita, spiegando come il dolore e la perdita possano trasformarsi nel desiderio profondo di proteggere una comunità e la sua storia. Mustang non è soltanto un commovente tributo alla memoria di Pietro Taricone, ma un’opera cinematografica universale capaci di mostrare come le assenze più dolorose possano prendere forma in opere di bene e scuole di vita.

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