La corrente polare si prepara a spezzare il caldo: in arrivo quattro giorni di temporali dopo Ferragosto

Quattordici giorni di fila con la colonnina di mercurio sopra i 38 gradi: è il dato che arriva da Firenze e che, da solo, misura la portata di questa estate 2026. Non è tanto un problema di record assoluti, quanto di durata: la sequenza toscana supera perfino quella della torrida estate del 2003, presa da sempre come metro di paragone per le ondate di calore italiane. I temporali che nei giorni scorsi si sono formati su Alpi e Appennino settentrionale hanno lambito in qualche caso la Pianura Padana, ma senza portare refrigerio alle città.

L’anticiclone resiste, il conto lo paga la sanità pubblica

Il quadro sinottico descritto dal meteorologo Luca Lombroso su Meteored Italia conferma che l’anticiclone subtropicale, in parte di matrice africana, resterà saldamente al comando fino al weekend di Ferragosto. Solo lievi infiltrazioni di aria più fresca e instabile raggiungeranno il Nord, alimentando l’attività termoconvettiva su Alpi e Appennini con locali sconfinamenti verso le pianure.

Non è un dettaglio da poco, se si guarda a quanto sta succedendo sul fronte sanitario. Il Ministero della Salute, che dal 25 maggio al 20 settembre pubblica quotidianamente i bollettini sulle ondate di calore per 27 città italiane, ha registrato nelle scorse settimane picchi di allerta senza precedenti, con giornate in cui tutti i capoluoghi monitorati sono risultati contemporaneamente in bollino rosso, il livello 3 che segnala rischio per l’intera popolazione e non solo per le fasce più fragili.

Giovedì e venerdì, il caldo non molla

Le prossime due giornate, giovedì 13 e venerdì 14 agosto, restano dominate dal caldo torrido. Le notti sono tropicali, con minime che non scendono sotto i 20°C, mentre nel pomeriggio l’afa si fa sentire con punte di 36-37°C al Nord e 38-39°C nelle città del Centro. È proprio l’accumulo di calore a innescare, tra le 14 e le 18, temporali pomeridiani su Alpi e Appennini: generalmente moderati, ma capaci di risultare violenti sui rilievi alpini, dove non si escludono frane e colate di fango fino a sera.

Ferragosto rovente, poi la svolta si avvicina

Il 15 agosto si annuncia soleggiato su tutte le spiagge italiane, con un caldo che in città può farsi opprimente e toccare i 38 gradi. Chi sceglie la montagna può contare su una mattinata favorevole alle escursioni, purché parta presto: dal primo pomeriggio i cumuli lasciano spazio a temporali di calore, insidiosi per chi si trova in quota.

Domenica 16 l’instabilità cresce in modo deciso, a partire dalle Alpi occidentali, con i primi forti temporali che si spingono verso il Piemonte e coinvolgono l’intero arco appenninico e le Alpi centro-orientali. Le temperature, però, non danno segni di cedimento: si resta fra 36 e 38°C su gran parte della penisola.

Da lunedì la corrente a getto si piega, in arrivo grandine e downburst

Il cambiamento vero comincia lunedì 17 agosto, quando la corrente a getto inizierà a ondularsi formando una saccatura che spinge un fronte freddo sull’Italia. Al Nord i temporali diventano organizzati e violenti già dal mattino: le previsioni sconsigliano le escursioni alpine e annunciano nubifragi, grandinate di grosse dimensioni e downburst nella Pianura Padana. Il maltempo si allarga poi a Nord-Est, Toscana, Umbria e Lazio, mentre la Sardegna fa i conti con venti sostenuti e il Sud registra un temporaneo rialzo termico legato al richiamo prefrontale.

Martedì 18 il quadro si divide in due: schiarite al Nord-Ovest, ma peggioramento su Nord-Est, Centro e Sud, con temporali intensi su Emilia-Romagna e Triveneto e un concreto rischio di grandine distruttiva e raffiche capaci di danneggiare alberi e strutture nelle regioni centro-meridionali.

Una tregua, non la fine dell’estate

Il passaggio del fronte porterà un calo termico brusco, che però non equivale a un addio definitivo alla stagione calda: la brevità dei fenomeni temporaleschi lascerà le temperature comunque elevate, fra 32 e 35°C al Centro-Nord e fino a 38°C al Sud, specie in Puglia. Le proiezioni a medio-lungo termine, del resto, indicano il possibile ritorno dell’anticiclone africano, pronto a riaffermarsi con forza soprattutto al Centro-Sud. La sensazione, semmai, è quella di una pausa: l’estate 2026 sembra intenzionata a farsi ricordare ancora per un po’.

Fonte: ilmeteo.net 

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