“La Reserva” trionfa a Roma: ecco il film che ha conquistato la giuria di Cinema in Verde 2026

Il sipario è calato sulla quarta edizione di Cinema In Verde, il festival internazionale dedicato al cinema ambientale e sociale che ha animato Roma dal 17 al 20 settembre 2026. Un evento che si conferma un punto di riferimento per la riflessione sulla sostenibilità, la crisi climatica e l’urgenza di un cambiamento profondo, richiamando circa 4.000 presenze in quattro giorni di film, incontri e approfondimenti.

“La Reserva” vince il Ginkgo d’Oro: voce ai diritti e alla natura

Il premio più ambito, il Ginkgo d’Oro 2026, è stato assegnato a “La Reserva” di Pablo Pérez Lombardini. Il film, ambientato nel Chiapas, in Messico, racconta la toccante storia di Julia, una guardaboschi che si batte strenuamente per difendere la sua terra e la sua comunità contro un sistema corrotto. Una lotta che intreccia indissolubilmente la tutela dell’ambiente con le condizioni di vita delle persone e il futuro delle generazioni a venire.

La giuria, presieduta dal regista e produttore Matteo Rovere e composta dagli attori Giulia Michelini, Andrea Arcangeli e Carlo De Ruggieri, dal giornalista Alessandro Guarasci, dal direttore generale della LIPU Danilo Selvaggi e dalla direttrice di IED Roma Laura Negrini, ha premiato il film per

la scelta di seguire la strada di un racconto visivo fortemente curato grazie a una fotografia in bianco e nero in grado di valorizzare i paesaggi della giungla.

I giurati hanno sottolineato come la protagonista incarni un messaggio di “coraggio, responsabilità, amore per la terra, nella direzione di un’economia che sia amica della natura”, elogiando la capacità del film di denunciare le storture di un sistema “senza consolazioni o forzati lieti fine”.

“La Reserva” si è aggiudicato anche il premio Germogli, assegnato da una giuria di studentesse e studenti universitari, a conferma della sua risonanza tra le nuove generazioni.

Un concorso internazionale per riflettere sul nostro Pianeta

Il concorso ha visto in gara sei film internazionali, tutti inediti in Italia, che hanno esplorato da diverse angolazioni il rapporto tra crisi ambientale e vita delle persone, mettendo in luce le interconnessioni tra questioni ambientali e sociali. Dalla difesa delle terre indigene all’estrazione delle risorse, dalle migrazioni al rapporto tra scienza, energia e ambiente, fino al disboscamento e alle trasformazioni del lavoro, le opere selezionate hanno offerto spunti preziosi per comprendere le sfide globali.

Claudia Campanelli, direttrice artistica del Festival, ha evidenziato come il filo conduttore sia la messa in discussione di un modello produttivo basato sullo sfruttamento delle risorse e del lavoro, un tema centrale per GreenMe.

Le storie dei giovani cineasti palestinesi con LAND

Un momento particolarmente significativo è stato dedicato a LAND, con l’anteprima dei sette cortometraggi realizzati da dodici giovani cineasti palestinesi della Cisgiordania e di Gaza. Duaa Abu Snaineh e Hazem Madi, due dei registi, hanno condiviso la potenza del cinema come strumento per raccontare i propri territori e le proprie vite, un’esperienza che ha commosso e coinvolto il pubblico.

Un bilancio positivo per il futuro della sostenibilità

La chiusura di Cinema In Verde 2026 conferma il valore di un festival che, mettendo in relazione storie geograficamente distanti ma accomunate da domande universali, spinge alla riflessione su chi decide del futuro di un territorio, chi ne subisce le conseguenze e quali strumenti le comunità hanno per difendersi. Un’edizione che rafforza il ruolo del cinema come ponte tra consapevolezza e azione, essenziale per il percorso verso un futuro più sostenibile e giusto.

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