La sesta ondata di calore sta per finire, in arrivo un calo di 10°C: ecco la data da segnare

Oggi, giovedì 3 settembre, Bari resta l’unica città italiana in bollino rosso nel bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, il monitoraggio quotidiano su 27 città che accompagna il Paese dal 25 maggio al 20 settembre. Un dato che, di per sé, racconta già la parabola discendente della sesta ondata di calore della stagione: appena una settimana fa, il 27 e 28 agosto, le città in allerta massima erano rispettivamente due e nove. Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero, da domani, venerdì 4 settembre, i bollini rossi scenderanno a zero: resteranno dodici capoluoghi in bollino giallo (tra cui Roma, Napoli, Palermo, Bari e Cagliari), mentre il resto della Penisola tornerà in verde. È la conferma, arrivata dai numeri ufficiali, che l’anticiclone africano che ha dominato l’estate sta perdendo terreno.

E non si tratta di un’estate qualunque. I dati in fase di elaborazione presso i principali centri meteo europei indicano che per Regno Unito, Belgio e Francia si tratti della stagione estiva più calda mai registrata. L’Italia non ne è rimasta ai margini: in Piemonte ed Emilia-Romagna le rilevazioni territoriali hanno già scavalcato i primati della torrida estate del 2003, quella che per vent’anni è rimasta il metro di paragone di ogni caldo eccessivo.

Il cambio di passo: mercoledì 9 settembre

La data indicata dai centri di calcolo per la vera rottura dell’equilibrio è mercoledì 9 settembre. A quel punto un abbassamento del flusso perturbato atlantico scenderà dal Nord Europa fino al Mediterraneo, dove troverà ad attenderlo un bacino surriscaldato da mesi di calura pressoché ininterrotta. Lo scontro tra le due masse d’aria, fredda quella in discesa, ancora calda quella mediterranea, libererà nell’atmosfera un’energia sufficiente a innescare temporali, localmente anche intensi. Il fenomeno più vistoso, però, riguarderà le temperature: un calo repentino, capace di far perdere fino a 10°C rispetto ai valori attuali, con partenza dalle regioni settentrionali per poi estendersi al resto del Paese. I termometri potrebbero scendere sotto le medie del periodo, un’inversione di rotta che fino a poche settimane fa sembrava rimandata a tempo indeterminato.

Una tregua, non (ancora) la parola fine

Resta da capire se questo passaggio segnerà la chiusura definitiva della fase calda o se, come suggeriscono le tendenze stagionali di lungo periodo, l’anticiclone tornerà a farsi vivo nelle settimane successive. Il ministero della Salute, va ricordato, manterrà comunque attivo il sistema di sorveglianza fino al 20 settembre: significa che, anche dopo il break atlantico, i bollettini continueranno a monitorare eventuali nuovi rialzi termici città per città. Quel che i numeri certificano fin da ora è che il 9 settembre segnerà uno spartiacque netto rispetto a un’estate che, tra primati europei e ondate di calore che si sono susseguite senza soluzione di continuità, ha riscritto più di una statistica.

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